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Federica Torzullo scomparsa, il procuratore: “Illogica e contraddittoria la versione del marito”

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Civitavecchia – “Illogica e contraddittoria la versione del marito”. Il procuratore Alberto Liguori.

Nell’intervento diffuso il 17 gennaio 2026 la procura di Civitavecchia ricostruisce in modo dettagliato la scomparsa di Federica Torzullo e motiva l’iscrizione del marito, Agostino Claudio Carlomagno, nel registro degli indagati. Centrale, secondo gli inquirenti, l’illogicità della versione fornita sui movimenti del 9 gennaio. Disposti accertamenti tecnici irripetibili per la ricerca del Dna.

Federica Torzullo con il marito Agostino Claudio Carlomagno

Federica Torzullo con il marito Agostino Claudio Carlomagno


È la stessa procura di Civitavecchia a chiarire, con un articolato intervento firmato dal procuratore della repubblica Alberto Liguori, le ragioni che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Agostino Claudio Carlomagno, marito di Federica Torzullo. Al centro della valutazione investigativa, viene spiegato, vi è una ricostruzione dei fatti ritenuta non coerente e priva di logica.

La procura ripercorre innanzitutto la denuncia di scomparsa. “Venerdì 9 gennaio nel primo pomeriggio il marito di Federica Torzullo, allertato dai colleghi di lavoro di sua moglie che non l’avevano vista presso l’ufficio smistamento delle Poste di Fiumicino Aeroporto, ne denuncia la scomparsa riferendo di averla vista l’ultima volta in casa intorno alle 23,00 del giovedì precedente”. Nell’intervento si precisa che l’uomo racconta di una cena consumata insieme al figlio, poi accompagnato dai nonni materni ad Anguillara, e riferisce che Federica “aveva preparato la valigia perché l’indomani, di pomeriggio, avrebbe con figlio e genitori materni raggiunto la Basilicata per un evento religioso”, specificando che lui non avrebbe preso parte al viaggio. Vengono inoltre indicati “normali problemi di coppia” e il fatto che “quella notte non avevano dormito insieme”.

È però il racconto relativo alla mattina di venerdì 9 gennaio a far emergere, secondo la procura, il nodo centrale dell’indagine. Nell’intervento si legge che “emergono divergenze, allo stato, insanabili sul punto che impongono al pubblico ministero l’iscrizione di Agostino Claudio Carlomagno nel registro degli indagati”, poiché l’uomo risulta “il solo a lasciare casa” quella mattina per recarsi al lavoro e perché fornisce “una versione sui suoi movimenti di quella giornata e sui rapporti con la moglie Federica contraddittoria e illogica”.

A sostegno di questa valutazione vengono richiamati i riscontri tecnici. Dalla visione del sistema di videosorveglianza risulta che “Federica non esce di casa dalle ore 19,30 dell’8 gennaio” e che, in attesa degli esami tecnici in corso, la sua utenza cellulare “non registra movimenti fuori dell’abitazione”. Al contrario, l’intervento evidenzia che Agostino Claudio Carlomagno “esce di casa l’indomani intorno alle 7,30 portandosi in macchina al lavoro”.

La procura sottolinea inoltre che Federica “non risulta essersi allontanata dalla cena dell’8 gennaio”, che la sua auto “è ancora parcheggiata nei pressi di casa” e che dall’abitazione “Federica non ha prelevato nulla”, mentre risultano mancanti soltanto borsa e cellulare. L’ultimo contatto a lei attribuibile viene indicato come “l’ultimo apparente sms” di venerdì 9 gennaio di mattina con la madre.

Le indagini si sono estese anche ai sequestri. Sono stati posti sotto sequestro l’abitazione dei coniugi, le autovetture dell’indagato e di Federica e l’azienda di movimento terra riconducibile a Carlomagno. Nell’intervento si parla di una “copiosa repertazione di tracce ematiche dappertutto”, individuate all’interno della casa, sugli abiti da lavoro dell’indagato, nella sua autovettura, all’interno di una cava e su un mezzo meccanico presente nell’azienda familiare.

“Allo stato la procura di Civitavecchia procede per omicidio”, chiarisce il testo, annunciando che sono stati disposti “accertamenti tecnici irripetibili sui beni repertati alla ricerca del Dna”, da effettuare in settimana, con esiti attesi a breve. Secondo la procura, “i primi elementi raccolti, per gravità, precisione e concordanza, hanno varcato la soglia della gravità indiziaria nei confronti del coniuge di Federica”, mentre le indagini proseguono per riscontrare il suo narrato, ricostruire integralmente la vicenda, individuare il movente ed eventuali responsabilità di altri soggetti.

Il procuratore precisa infine che il procedimento riguarda “un soggetto attinto da sola gravità indiziaria, in attesa di sviluppare pienamente il suo diritto di difesa, impregiudicata la sua innocenza sino a sentenza definitiva di condanna”. L’intervento viene motivato dal forte risalto mediatico della vicenda e dalla necessità di bilanciare la segretezza delle indagini con il diritto di cronaca, accompagnato dall’invito a chiunque abbia notizie utili a rivolgersi ai carabinieri di Anguillara Sabazia e di Ostia e, “a chi si è reso responsabile del grave fatto”, a collaborare per porre fine allo strazio dei familiari.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
 


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