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Viterbo – (sil.co.) – Operazione Athena contro il traffico di droga, è ripreso giovedì davanti al giudice Ilaria Inghilleri il processo a tre imputati della maxi inchiesta che ha avuto culmine nei cinque arresti del 28 gennaio dell’anno scorso, al termine di una lunga e complessa indagine dei carabinieri coordinati dalla pm Paola Conti.
Nel capoluogo sarebbe arrivato ogni mese circa un chilo di cocaina, da cui sarebbe stato possibile ricavare circa 4mila dosi, per un ricavo al dettaglio di 80mila euro. In due anni di indagini e controlli i carabinieri hanno messo le mani su oltre due chili di cocaina, 440 grammi di marijuana, 70 grammi di hashish e diverse dosi di ketamina e anfetamina.
Due dei tre imputati, finiti agli arresti domiciliari, sono una coppia di italiani composta da G.C. e dalla compagna E.E., di 43 e 46 anni, entrambi difesi dall’avvocato Remigio Sicilia. A processo con la coppia il 36enne di nazionalità romena, A.A.K, finito invece in carcere, assistito da Luigi Mancini.
È intanto uscita di scena, con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato, la compagna italiana del romeno, D.P., di 27 anni, sottoposta a obbligo di dimora.
Giovedì è stato sentito il perito trascrittore che, avendo difficoltà a trascrivere (per mole, lingua straniera, ecc) ha avuto proroga fino al 25 marzo per il deposito.
Sono stati inoltre sentiti ulteriori 14 testimoni della procura (alcuni dei quali hanno escluso di aver mai comprato o assunto stupefacente) mentre altri hanno detto di aver acquistato, in qualche occasione, modesti quantitativi. Altri ancora di aver consumato insieme.
Al termine dell’udienza, il processo è stato rinviato a febbraio per sentire uno dei militari del Norm dei carabinieri che hanno condotto le indagini e ulteriori 10 testimoni dell’accusa.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
