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I genitori di Carlomagno non hanno retto all’odio sui social e si sono tolti la vita

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Anguillara Sabazia – Vergogna, solitudine e una pressione diventata insostenibile. È questo il quadro che emerge dietro il suicidio di Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, spiegato in una lettera lasciata al figlio minore Davide. Ai carabinieri ha raccontato di aver sperato fino all’ultimo che quelle parole fossero solo uno sfogo: “Pensavo che alla fine avrebbero desistito”.

Femminicidio di Federica Torzullo - Pasquale Carlomagno e Maria Messenio

Femminicidio di Federica Torzullo – Pasquale Carlomagno e Maria Messenio


Secondo quanto ricostruito, la coppia non riusciva più a restare ad Anguillara. L’esposizione mediatica seguita al femminicidio di Federica Torzullo e la valanga di commenti sui social avrebbero aggravato una condizione già segnata dal dolore. I due coniugi non sono mai stati indagati, ma sui social venivano indicati come responsabili “per essere i genitori di un assassino”.

Su questi aspetti si concentra ora l’inchiesta della procura di procura di Civitavecchia, che ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio contro ignoti. L’indagine servirà a valutare anche il peso dei messaggi pubblici e delle offese comparse online nei giorni successivi all’arresto del figlio.

A collegare il gesto estremo al clima di gogna è l’avvocato Andrea Miroli, difensore di Claudio Carlomagno: “Anche i familiari di chi commette un reato così grave sono vittime. Le conseguenze di quel delitto si sono estese dolorosamente a chi non ha alcuna responsabilità”. Il legale ha invitato a riflettere sull’effetto della pressione mediatica e dell’odio social.

Federica Torzullo con il marito Agostino Claudio Carlomagno

Federica Torzullo con il marito Agostino Claudio Carlomagno


Intanto, in carcere, la situazione resta delicata. Claudio Carlomagno, detenuto nel carcere di Civitavecchia con l’accusa di aver ucciso e occultato il cadavere della moglie, è stato informato della morte dei genitori da uno psicologo e da uno psichiatra dell’amministrazione penitenziaria. Subito dopo è stato posto in isolamento e sorvegliato a vista, ritenuto “soggetto ad alto rischio suicida”.

Secondo quanto riferito dal suo difensore, l’uomo è apparso sconvolto e consapevole che il gesto dei genitori è “una conseguenza diretta e indiretta del femminicidio”. Una tragedia che continua a produrre effetti, mentre le indagini cercano di capire se e quanto l’odio pubblico abbia contribuito a spingere la coppia verso una decisione irreversibile.


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