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“Lasciamo Viterbo perché Orvieto turisticamente è più importante… Viterbo non è conosciuta”

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Viterbo – “Il centro storico di Viterbo? Deve far sognare”. Il titolare dell’attività Officine Toscane di via Roma, Roberto Strabioni, ha chiuso ieri il suo negozio nella città dei papi e dà appuntamento ai suoi clienti a Orvieto: “Grazie a Viterbo e ai viterbesi che mi hanno coccolato per diciannove anni”. Con Officine Toscane se ne va uno dei negozi di qualità del centro storico. E il centro storico diventa più povero. 
Officine Toscane aveva annunciato la chiusura da tempo, ma nessuno si è preoccupato di capire se c’era un modo di evitare la chiusura. Nessuno ha parlato con Strabioni per evitare la chiusura. Non lo ha fatto la sindaca Chiara Frontini e neppure qualcuno dell’amministrazione. 

Da oggi Viterbo perde un’attività importante, quella Strabioni, che con il suo marchio di artigianato di eccellenza, artigianato che ha fatto il made in Italy grande in tutto il mondo, ha colorato per tanti anni il centro storico di Viterbo con le sue borse, cinte, cappelli. E lo ha fatto anche con la sua persona, intrisa di brillante, allegra ed elegante umanità. Elegante come quei dettagli che fanno la differenza, come la ceralacca su ogni pacchetto, a sigillo di un piccolo grande capolavoro fatto a mano con amore.

Officine Toscane lascia Viterbo - Il proprietario Roberto Strabioni

Officine Toscane lascia Viterbo – Il proprietario Roberto Strabioni


Che effetto le fa lasciare dopo 19 anni la sua attività?
“Questa è una domanda che mi sono fatto tanti giorni di seguito. Mi chiedevo ‘quante lacrime ci saranno quando vado via’ e invece nessuna. Perché questo negozio l’ho smontato pezzo per pezzo come pezzo per pezzo l’avevo fatto. La sofferenza non c’è perché è un distacco volontario. A 68 anni vado in pensione. Andrò a dare una mano qualche volta a settimana a mio figlio nel negozio di Orvieto che esiste da 15 anni”.

Quindi il punto vendita di Orvieto è venuto dopo. E come mai la scelta di chiudere una delle attività è caduta su quella di Viterbo?
“Lasciamo Viterbo perché Orvieto turisticamente è più importante di Viterbo. Viterbo soffre. E non dovrebbe soffrire perché Viterbo merita, è bellissima. Ed è un peccato perché Viterbo ha inoltre la fortuna di avere vicino Roma che ha un bacino di utenza infinito”.

Officine Toscane lascia Viterbo – Roberto Strabioni


E quindi cosa manca a fare di Viterbo una città turistica come Orvieto?
“A Viterbo mai nessuno si è dedicato a sponsorizzarla per quello che vale. Viterbo non è conosciuta. Il viterbese che va fuori e parla di Viterbo si sente rispondere che non si conosce la sua città. Va riposizionata la voce Viterbo in maniera importante. È questo che va fatto”.

La parte commerciale del centro storico è in sofferenza. Su corso Italia su un centinaio di negozi oltre quaranta se ne contano chiusi. Perché secondo lei?
“Qui c’è una diretta responsabilità anche di noi commercianti, non solo delle varie amministrazioni. Noi dovremmo impegnarci per primi. Se offriamo le stesse cose che si trovano online, è una partita persa in partenza. Noi dobbiamo invitare le persone a sognare. Se vengo a passeggiare al corso devo venire a sognare, anche qualcosa che non mi posso permettere, ma a cui nel tempo possono arrivare. Questo deve essere il centro storico. Ma prima di farlo deve essere spazzata via una certa categoria merceologica”.

Sono nate negli anni diverse associazioni di commercianti. Si è creata mai una rete vera tra di voi?
“Non ci può essere, perché volenti o nolenti siamo tutti concorrenti, e quindi già c’è un fondo di odio a prescindere, perché anche se tu vendi scarpe di cuoio e io ginniche, vendiamo cose che si mettono ai piedi uguale, e quindi siamo già in partenza rivali. È questa la mentalità. Non ci può essere accordo perché il commerciante nasce come anima libera. Sento tanti commercianti che mi dicono ‘dobbiamo fare come i centri commerciali’. No. Il centro storico deve fare il centro storico. Se si vendono le stesse cose, vincono i centri commerciali, per le maggiori comodità, fresco d’estate, caldo d’inverno, con la macchina di fronte. Il centro storico deve far sognare la gente. Quindi dobbiamo allenarci noi a diventare più bravi”.

Officine Toscane lascia Viterbo - Il proprietario Roberto Strabioni

Officine Toscane lascia Viterbo – Il proprietario Roberto Strabioni


Come pensa andranno le cose?
“Penso che nel momento di bassa ci sia già una molla per risalire. Deve essere così. Viterbo non può morire”.

A metà luglio è stata annunciata dalla nostra testata la chiusura della sua attività. Una notizia che ha avuto una grande risonanza. Come ha reagito Viterbo? I suoi clienti?
“Grazie di queste domande. Perché mi permettono di ringraziare Tusciaweb, la famiglia Chiodo, e poi tutti, Viterbo e i viterbesi, che mi hanno coccolato per diciannove anni. I viterbesi sono persone straordinarie, anche se si lamentano costantemente di loro stessi. Sono passati in tantissimi e mi hanno lasciato tanto nel cuore”.

La eleggono sindaco. La prima cosa che fa per il commercio a Viterbo?
“Non ti posso rispondere, non potrei più girare per Viterbo, vorrei passeggiare come un cittadino libero”.

Sorride Strabioni, lasciando intendere che lui qualche idea l’avrebbe. E infatti ci pensa un po’ su e poi da la sua ricetta.
“Io punterei a Roma, a far venire qui i romani – dice Strabioni-. Parlerei con i comuni della provincia la stessa lingua, puntando tutti nella stessa direzione. Bisogna portare qui non il turismo, ma l’alto turismo”.

Officine Toscane lascia Viterbo - Il proprietario Roberto Strabioni

Officine Toscane lascia Viterbo – Il proprietario Roberto Strabioni


A proposito di turismo. Si è sentito commercialmente il Giubileo?
“No, no, non si è sentito. E se pure c’è stato, non è stato percepito. Era un turismo frastornato che passava e non si rendeva conto. Un turismo non interessato allo shopping. Dobbiamo renderci conto che il 2020 la pandemia ha dimezzato il fatturato su strada. Adesso la gente viaggia con il telefonino in tutti i negozi del mondo. Se io non sogno non vengo a comprare. E poi pensiamo a uno di Viterbo nord che deve venire in centro il sabato alle 17: pensiamo al traffico, alle rotonde. È un eroe. Per questo è ancora più importante che la città torni presto a far sognare”.

Dove la potranno trovare i suoi clienti?
“Se mandano una mail al negozio, sarò felice di prendermi un caffè con chi verrà a trovarci a Orvieto”.

Irene Temperini


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