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Valentano – (sil.co.) – Rave party di Valentano, rinviato il processo all’unico imputato per il maxiraduno sul lago di Mezzano di Ferragosto 2021 per l’assenza dei testimoni Camilli, proprietari dei terreni, di cui non era stato disposto l’accompagnamento.
Si calcola che abbiano preso parte al rave party circa diecimila giovani provenienti da tutta Italia e da tutta Europa. Ebbene, come è noto, uno solo di loro è finito a processo ed è un viterbese d’adozione. Si tratta di Adurel Karafili, un 37enne d’origine albanese difeso da Luigi Mancini, con precedenti per piccoli reati che, a forza di cumulare pene, è finito in carcere.
Il rinvio, al prossimo autunno anche per la sentenza, e stato deciso giovedì pomeriggio dal giudice Giovanna Camillo a causa dell’assenza dei testimoni. Il magistrato, rinviando a ottobre, ha disposto di ascoltare uno solo dei Camilli, proprietari del terreno, disponendone l’accompagnamento coattivo e rinunciando a sentire l’altro.
È la vicenda del rave party “Teknival Space Travel” di ferragosto 2021. L’imprenditore Piero Camilli e il figlio avrebbero dovuto testimoniare il 14 gennaio dell’anno scorso al processo all’unico imputato per l’invasione dei loro terreni, dopo il rigetto della richiesta di un risarcimento per circa 600mila euro di danni da parte del Viminale.
Uno dei carabinieri intervenuti sul posto ha spiegato in aula di essere tra coloro chiamati in supporto per identificare i partecipanti al raduno, il 15 agosto 2021, mentre sgomberavano l’area occupata abusivamente al varco in località Marabò. Lui in particolare ne avrebbe identificati circa 300, limitandosi a trasmettere i dati in questura come da disposizioni.
Non si è mai capito perché, a fronte di tanta grazia, l’unico citato a giudizio dalla procura sia stato l’albanese, le cui disavventure giudiziarie, come è noto a chi pratica le cronache locali, sono state sempre piuttosto pittoresche.
Il 37enne non ha mancato un’udienza del processo. Un paio di particolari, nel frattempo, non convincono la difesa.
L’imputato sarebbe stato identificato il 15 agosto tramite la patente, ma lui non ha la patente. Inoltre sarebbe uscito a piedi dal varco sorvegliato, mentre Karafili, passando per strade secondarie di campagna e non dall’ingresso principale, soltanto il giorno precedente si sarebbe intrufolato in macchina al rave party da giorni nel vivo, andando a Valentano da Viterbo, nonostante avesse l’obbligo di dimora nel capoluogo, su richiesta di un amico che gli aveva telefonato per un passaggio, quando l’area era già cinturata dalle forze dell’ordine e lui era riuscito a imbucarsi al raduno passando per stradine di campagna secondarie. Da qui il soprannome di “imbucato” con cui è salito agli onori della cronaca.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
