Orte – (sil.co.) – Incidente sul lavoro alla stazione di Orte, sono tre gli imputati di lesioni colpose per il grave infortunio capitato la mattina di giovedì 21 marzo 2019 a un operaio impegnato nella manutenzione delle infrastrutture ferroviarie.
Orte – Stazione – Il punto in cui sarebbe avvenuto l’incidente
Davanti al giudice monocratico del tribunale di Viterbo sono finiti due colleghi della vittima e il tecnico della ditta privata incaricata da Rfi.
Tra i testimoni ascoltati all’udienza di mercoledì alla presenza del pm Michele Adragna, titolare del fascicolo, un tecnico Rfi, che era nello spogliatoio da dove ha sentito uno dei colleghi dell’operaio parlare di un problema alla batteria della macchina motrice.
Un altro collega, nel frattempo, avrebbe chiesto tre volte se ci fosse qualcuno tra i bracci della macchina, non visibile dalla cabina di comando, chiusi i quali si sarebbero sentite le urla della vittima. L’infortunio è avvenuto nel deposito.
Orte – Stazione – Il punto in cui sarebbe avvenuto l’incidente
Per la procura è stato ascoltato un consulente, l’ingegnere meccanico Bartolo Giannone.
Ha spiegato come l’operatore sia rimasto schiacciato dalla macchina, un vagone ferroviario privo di telecamere, dotato di accessori che servono a rimettere in linea i binari ferroviari, di produzione svizzera e non conforme alla normativa italiana.
Alla consulenza, depositata dal pubblico ministero, hanno preso parte i tecnici Rfi ma non quelli della ditta che doveva provvedere alla riparazione della rotaie. Ulteriori testimoni saranno sentiti in primavera.
– “Sicurezza sul lavoro, nulla va lasciato intentato”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

