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Italo Leali è il più fuori scala…

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Viterbo – Come rabdomanti coltiviamo il vizio assurdo di cercare l’intelligenza. Di trovare persone intelligenti. Persone fuori scala. Che spiccano per capacità di capire, di sentire, di interpretare la realtà. E se poi sono anche capaci farsi esempio, esempio intellettuale e etico, tanto meglio.

L’anno che è appena finito ci ha permesso come rabdomanti di trovare, di scovare, di scoprire personaggi che ci appaiono fuori scala. E per questo preziosi per la Tuscia.

Ronciglione - Italo Leali con Mirtillo

Ronciglione – Italo Leali con Mirtillo


Iniziamo dal primo: Italo Leali. Che Italo sia fuori scala è evidente. La sla che lo ha colpito invece di spegnere il suo lavoro di organizzatore di concerto jazz, lo ha esaltato. Nel 2025 Italo ha organizzato 41 concerti, in 16 comuni della provincia. Una attività frenetica di chi è costretto all’immobilità. A Italo proposi una campagna stampa per sostenere la ricerca contro la sla. Italo rispose positivamente a ogni mia sollecitazione. “Te la senti di metterti in gioco?”, fu la mia prima domanda. E la risposta limpida fu sì. E poi. “Ti fai fotografare?”. Risposta ancora sì. Fino a fare una intervista pubblica di grande intensità etica e umana. Senza paura della morte.
Ma poi al di là del nostro apporto come media partner e professionisti della comunicazione, Italo ci ha messo tutta la sua professionalità. Fino a creare 41 concerti. 

Ecco Italo è indiscutibilmente il personaggio dell’anno. Il viterbese più fuori scala. La sua battaglia, la nostra battaglia contro la sla, questa terribile malattia, è la battaglia.

Unitus - Giulio Rapetti Mogol ai Pirati della Bellezza - Il rettore Stefano Ubertini

Unitus – Giulio Rapetti Mogol ai Pirati della Bellezza – Il rettore Stefano Ubertini


Ma la Tuscia ha visto altri fuori scala. Penso ad esempio al rettore Stefano Ubertini. 
Intelligente, rapido, appassionato e, lasciatemelo dire da mezzo sangue quale sono: mezzo umbro.

Ubertini ha finito il suo mandato. E allora ci si può liberamente esprimere, senza essere accusati di piaggeria. Stefano Ubertini è stato uno dei migliori rettori in assoluto. Forse il migliore. Nella mia personale graduatoria, l’unico che lo possa avvicinare è Marco Mancini, altra grande intelligenza.

Al di là dell’intelligenza, Ubertini ha quel tratto umano straordinario fatto di empatia, di comprensione emozionale del mondo che lo porta a capire più di quanto uno spinoziano come il sottoscritto possa sperare.

Al di là delle realizzazioni tutte interne all’università, con la chiusura del cerchio della viterbesizzazione dell’Unitus come la nuova rettrice Tiziana Laureti, Ubertini è un punto di riferimento per quanto riguarda le sue doti strettamente umane, di rapporto con gli altri, con la città.

Ecco, la mia speranza è di continuare a collaborare con Stefano Ubertini, la sua intelligenza ci è utile. Anzi indispensabile. Ora  più di prima.

Ricordo al volo tre cose tra le altre che con Ubertini rettore abbiamo fatto come Pirati della bellezza e come casa editrice: il dottorato di ricerca a Corrado Augias, il conferimento del sigillo al maestro Mogol, la pubblicazione del Pinocchio di Collodi regalato a tremila bambini delle elementari. Solo per ricordare le cose più importanti.

Eventi che hanno segnato la storia della città e non solo.

Egisto Bianconi

Egisto Bianconi


Tra i fuori scala, c’è anche chi ricopre ruoli difficili come Egisto Bianconi, direttore generale della Asl. 

Fin dal primo incontro con Bianconi è stata evidente la sua intelligenza del reale. È stato poi stupefacente scoprire un direttore generale parlante, la precedente era afona, che è aperto al confronto. Che ha le idee chiare sul da farsi. Che in poco tempo sta trasformando la sanità viterbese. Non fosse altro per aver trovato il nome dell’ospedale che ora si chiama Santa Rosa. Non fosse altro per l’apertura della nuova ala. Non fosse altro per la riorganizzazione del sistema sanitario. Bianconi è una risorsa per la Tuscia. Certo le cose da fare in sanità sono infinite, le sfide appaiono impossibili, ma l’intelligenza fattiva di Bianconi non può non essere utile.

Viterbo - Il vescovo Orazio Francesco Piazza

Viterbo – Il vescovo Orazio Francesco Piazza


Tra i fuori scala ci piace fare altre due nomi: il vescovo Francesco Orazio Piazza e il nuovo procuratore capo Mario Palazzi.

Il primo è una certezza, il secondo una speranza dettata dal suo trascorso professionale. 

Piazza è, dopo un vescovo di grande caratura dogmatica e pastorale come Fiorino Tagliaferri, una certezza di umanità e intelligenza.

Mi piace ricordare il carattere giovanneo di Tagliaferri, che, va ricordato, era stato assistente spirituale dell’Azione cattolica nazionale, ma va detto che era ancora un vescovo che aveva scelto il Concilio Vaticano II. Piazza fa parte, a mio avviso, di quei vescovi nuovi che invece sono nati nel clima culturale, teologico e pastorale del concilio. Non sono fratelli di Giovanni XXIII e Paolo VI ma figli.

E la cultura giovannea si vede nell’agire del vescovo. Il primo vescovo a cui mi è capitato di dare del tu, per capirsi. Come dire da fratello a fratello. Spinoziano o meno che si sia.

Ricordo che la prima volta che lo incontrai gli chiesi una cosa precisa: vescovo vai a incontrare don Franco Magalotti. Mi promise che lo avrebbe fatto. Sarebbe andato ad incontrare il nostro prete contadino, il nostro fratello in passione etico politica.

In realtà non ci credetti. Abituato a certi vescovi che di cristiano hanno poco o nulla.

E invece, no. Qualche tempo dopo mi arriva una telefonata dal numero di don Franco Magalotti. Rispondo ed era il vescovo Piazza che aveva mantenuto la promessa. Stava all’eremo dove viveva don Franco. E don Franco era un bagno di cristianità anche per un vescovo.

Ecco il vescovo fa parte di quella costellazione di intelligenze che non può non tornare utile alla nostra terra.

Mario Palazzi

Mario Palazzi


Ultimo, ma non ultimo, fuori scala il procuratore capo Mario Palazzi. Ancora non ho avuto modo di incontrarlo, ma la sensazione netta è che si tratti anche in questo caso di un fuori scala. La sua esperienza per quanto riguarda la criminalità organizzata, può essere importante e preziosa in una provincia che pure continua a raccontarsi come tranquilla.

Nel prossimo anno vedremo se la mia iniziale intuizione è giusta. Certo la sua storia professionale depone a favore dell’intuizione.

Quelli citati non sono i soli fuori scala. Ma quest’anno sono questi che vogliamo elencare nella nostra classifica ideale.

Fuori scala che sono o potrebbero essere risorse preziose per la nostra terra.

Una costellazione di personalità che potrebbe essere di estremo interesse per la Tuscia, se ci fosse una classe politica adeguata.

Carlo Galeotti


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