Viterbo – Una mega rotatoria altezza ex Oasi per chiudere il prolungamento dell’asse viario del Poggino, ovvero via dell’Industria. Opera importante per la viabilità cittadina. Servirà a snellire il traffico a via Garbini e in generale della zona nord, mentre la rotatoria a forma di triangolo, dove confluiscono Martana e Cassia eliminerà uno degli incroci più pericolosi, in una zona dove gli incidenti sono all’ordine del giorno.
Viterbo – Prolungamento asse viario Poggino in commissione Urbanistica
In commissione Urbanistica stamani approvata la delibera del progetto di fattibilità tecnica, che ora passa in consiglio comunale.
Costo previsto, per un’arteria lunga un chilometro e mezzo, di 5 milioni e 800mila euro. Per il tracciato, espropri a 48 ditte, un’area pari a 47800 metri quadrati.
Il primo atto risale al 2012, con Giulio Marini sindaco, proseguito con Leonardo Michelini, toccando quattro amministrazioni comunali.
Viterbo – Prolungamento asse viario Poggino in commissione Urbanistica
“Rispetto al progetto iniziale ci sono alcuni cambiamenti – spiega l’assessore Emanuele Aronne (Urbanistica) – la lunghezza è di un chilometro e 300 metri dalla rotonda ex Mimosa, poi altri 300 metri, per un totale di un chilometro e mezzo.
La vera novità è rappresentata dal triangolo che compone la grande rotatoria, che come per Pesci, contiene all’interno un distributore di benzina.
Lo svincolo per la strada Martana diventa a senso unico, come ci sarà una doppia corsia a senso unico direzione Montefiascone. Scompaiono le intersezioni”. Sarà sufficiente fare il giro.
“Si genera un asse parallelo alla Cassia – continua Aronne – con la possibilità per chi arriva da Montefiascone di tagliare per il Poggino e arrivare sulla Teverina.
Abbiamo ottenuto infiniti pareri ed effettuato pure uno studio del traffico, per capire l’impatto. Oggi abbiamo l’incubo del traffico natalizio a via Garbini. Questa soluzione abbatte gli ingorghi”.
Il costo è arrivato a 5 milioni e 800mila euro. In mezzo c’è stato il Covid e il cambio di prezzario. Si era partiti da 3,4 milioni. Fondi mancanti sono stati ottenuti rinunciando all’asilo nido al Poggino e stralciata l’ulteriore piscina, la cui gara per il project financing è andata deserta.
Un’opera che avrà necessariamente bisogno di tempo e che parte da lontano. “Tutto ha avuto inizio – ricorda Giulio Marini – quando realizzammo il ponte verso la Teverina. Utilizzando un milione di fondi Prust comunali, altrettanti in provincia e 500mila euro attraverso un emendamento degli allora consiglieri regionali Parroncini e Gigli.
Con due milioni e mezzo realizzammo il ponte. Io sindaco, Meroi presidente della provincia e i due consiglieri.
Da lì l’idea di recupero di Ciprovit e Poggino e relativa viabilità verso la Cassia. Stamani il via libera all’unanimità in commissione, che apre la strada alla discussione in consiglio comunale.
Giuseppe Ferlicca



