Civita Castellana – “Era una persona speciale, impegnata nel sociale e appassionata della vita nel senso alto del termine”. Le parole di don Alessandro Profili durante le esequie di Genesio Bevilacqua, patron dell’Althea Racing, con la quale ha portato Civita Castellana sul gradino più alto del motociclismo. Aveva 66 anni.
“Siamo qui a salutare una persona speciale, una persona molto sensibile all’aspetto sociale – le parole di don Alessandro Profili durante l’omelia – e questo è tipico di chi ha un cuore per la passione della vita. Questo grande abbraccio vuole essere un conforto in un momento in cui il cuore di ciascuno di noi è ferito da questa partenza.
Civita Castellana – I funerali di Genesio Bevilacqua
Sono questi i momenti fondamentali della vita, la nascita e la morte. In questi momenti siamo chiamati a dare senso alla nostra vita, a riflettere, il nostro cuore viene scosso. Che fine facciamo? Siamo chiamati a qualcosa di effimero o a qualcosa di eterno? Gesù ha detto che noi andremo dove va lui, ci ha aperto la strada per l’eternità”.
Ha proseguito poi il parroco: “Siamo tutti chiamati a fare questo percorso, Genesio oggi è andato verso la luce. Ognuno di noi ha i propri modi di fare, quello che specifica Genesio è questa passione per la vita, nel senso alto del termine. Una persona fatta a modo suo ma sensibile nel cuore.
Quello che conta è la sensibilità del cuore verso la vita. Lui ha fatto tanto, come i progetti per l’inclusione sociale. Era molto impegnato nello sport, nella passione per la moto. Oltre i successi professionali e sportivi, questo era Genesio”.
In conclusione: “Nella vita bisogna imparare ad amare, non ci sono altre strade. E tutte queste persone sono un abbraccio per i familiari, un segno della riconoscenza verso Genesio”.
“Sappiamo quanto le parole siano per te importanti, e vorrei averti qui. Lasci un vuoto incolmabile, e noi ci proveremo ad andare avanti. Hai sempre avuto ragione tu, anche quando ci hai augurato buon anno scrivendoci che ogni lasciata è persa . Tutto quello che abbiamo vissuto non andrà smarrito, ma resta con noi. Grazie di esserci stato, per tutto quello che ci siamo dati, sei stato il nostro maestro”, il ricordo affidato alle parole dei ragazzi del suo team delle due ruote.
“Mio amato papà voglio dirti che sei sempre stato un combattente – l’addio della figlia Nicoletta – ti ringrazio per tutto quello che mi hai insegnato e se sono quello che sono è grazie a te. Lasci un vuoto immenso, mi hai sempre guidato e impedito di crollare. Mi manchi già, ma questa assenza sarà solo materiale perché ti ritroverò ovunque. Ti ho amato immensamente”.
Fuori dalla cattedrale, il rombo delle moto, per l’ultimo saluto a Genesio.
Giusi De Novara



