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Morte in cella di Andrea Di Nino, la famiglia al gip: “Fu omicidio”

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Viterbo – (sil.co.) – Morte in carcere del detenuto Andrea Di Nino, prosegue la battaglia dei familiari secondo i quali fu omicidio e non suicidio. Era il 21 maggio 2018 e Di Nino, romeno di 36 anni, se ne è andato lasciando orfani cinque figli.

Andrea Di Nino

Andrea Di Nino


Come è noto, mentre è in corso il processo per omicidio colposo a un medico e un penitenziario, la procura ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta bis scaturita, dalla testimonianza di un detenuto, che a distanza di cinque anni ha riferito ai familiari che Di Nino è morto in seguito a un pestaggio da parte di una “squadretta” di agenti del Nicandro Izzo.

La novità, riportata via social dall’avvocato di parte civile Nicola Trisciuoglio, è che il giudice delle Indagini preliminari Fiorella Scarpato ha fissato l’udienza di opposizione per il giorno 11 giugno 2026.

“Quel giorno – spiega il legale – si terra la camera di consiglio per valutare l’eventuale prosecuzione delle indagini, ovvero la richiesta di incriminazione per omicidio sostenuta dai familiari del povero Andrea trovato morto in una cella di isolamento nel carcere di Viterbo il 21 maggio 2018”.

Manifestazione per Andrea Di Nino di fronte al tribunale

Manifestazione per Andrea Di Nino di fronte al tribunale


“La famiglia Di Nino-Lazzarini – prosegue l’avvocato Nicola Trisciuoglio – ripone piena fiducia nell’operato della magistratura, anche sulla base delle nuove prove raccolte dalla difesa attraverso incessanti indagini difensive ancora in corso senza soluzione di continuità, che suffragano l’ipotesi che il povero Andrea sia rimasto vittima di violenza omicida e che non si trattò di suicidio”.

“Le perizie dei consulenti medico-legali e dei criminologi che collaborano con la difesa raccolte ad oggi non sembrano lasciare dubbi al riguardo – sottolinea, aggiungendo – intanto è stata chiamata a far parte del collegio difensivo in vista dell’ulteriore sforzo investigativo e difensivo da compiere l’avvocato Ilaria Evangelsiti del foro di Roma, già in codifesa, nell’ambito del processo per omicidio colposo pendente innanzi il tribunale di Viterbo”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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