Viterbo – Alla fine non c’è stata nessuna autopsia. Sul corpo di Luciano Di Pietra ieri è stato svolto il solo esame esterno. Così come disposto dal pm Michele Adragna titolare del fascicolo per omicidio stradale sulla morte del 75enne, che ha perso la vita il giorno dell’Epifania investito da un’auto in via Rossini.
Luciano Di Pietra
L’incidente, come detto, è avvenuto lo scorso 6 gennaio, attorno alle 20. Di Pietra, ex dipendente della Banca del Cimino, stava rientrando a casa dalla consueta passeggiata serale con il suo cane quando, mentre stava attraversando le strisce pedonali è stato falciato e ucciso da una macchina. Una Wolkswagen Polo di colore rosso, che, spiega il legale della famiglia della vittima, l’avvocato Marco Russo, “sopraggiungeva lungo la discesa”. Stando a quanto ricostruito, dopo l’urto con la Polo, il 75enne sarebbe stato sbalzato contro un’altra che viaggiava nella propria corsia nel senso opposto di marcia.
La Volkswagen Polo rossa
Alla guida dell’auto rosso, un 22enne italiano, risultato negativo ad alcol e droga test. Per la morte di Di Pietra è stato aperto in procura un fascicolo di indagine per il reato di omicidio stradale.
La sua salma rimasta a disposizione dell’autorità giudiziaria, ieri è stata sottoposta ad esame esterno e non ad autopsia, come in un primo momento emerso. All’obitorio dell’ospedale Santa Rosa, dove il 75enne era giunto in condizioni disperate ed è morto poco dopo il suo arrivo.
La polizia locale in via Rossini
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


