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Nessuna umiliazione in classe, prof assolta con formula piena dopo dieci anni

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Giovanni Labate

Giovanni Labate

Bagnoregio – Nessuna umiliazione in classe. Passata alla storia come la prof bulla, ieri è stata assolta con formula piena dopo dieci anni dallo scandalo che travolse la vita e la carriera di Giuseppina Castellani, all’epoca docente di italiano alle scuole medie di Bagnoregio.

A processo per maltrattamenti aggravati in classe una ex insegnante originaria di Castel Giorgio, difesa dall’avvocato Giovanni Labate, per cui la stessa accusa ha chiesto l’assoluzione. 

Lei ha superato i sessanta anni. Ha quasi 23 anni, invece, la presunta vittima, uno studente all’epoca tredicenne, i cui genitori sporsero denuncia nella primavera del 2016, quando il caso divenne d’interesse nazionale.

La professoressa di italiano, secondo l’accusa, avrebbe dato dello “stupido” al tredicenne. E siccome lui si rifiutava, lo avrebbe fatto buttare fuori dalla classe dai tre compagni più robusti. Avrebbe invitato gli altri a colpirlo con un righello, “così impari”.

Gli avrebbe detto “basso” con l’intenzione di offenderlo, per via della non elevata statura: “Tu le prenderai sempre, perché sei piccolo”. E avrebbe calcato ulteriormente la mano sulle sue “debolezze” dicendogli “non ti interrogo, tanto hai il 6 politico”, solo perché, essendogli stata certificata la disgrafia, le sue interrogazioni dovevano essere programmate. Gli avrebbe detto “puzzi”, quindi gli avrebbe spruzzato addosso dello spray deodorante, sempre davanti ai compagni.

Ma le cose, in base a quanto emerso durante il lungo e tormentato processo, passato da quattro giudici diversi, non stavano così. Il fatto non sussiste. 

Silvana Cortignani 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”




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