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Di nuovo non potabile l’acqua a Fabrica di Roma

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Fabrica di Roma

Fabrica di Roma

Fabrica di Roma – Dopo tredici anni, a dicembre, i valori erano rientrati nei limiti, ora l’acqua di Fabrica di Roma è di nuovo non potabile. Con un’ordinanza firmata il 9 gennaio 2026, il sindaco Claudio Ricci ha disposto il divieto di utilizzo dell’acqua per il consumo umano, su gran parte del territorio comunale, a seguito dei risultati delle analisi effettuate dall’Arpa Lazio.

I controlli, eseguiti su alcuni punti della rete idrica del centro abitato, hanno evidenziato il superamento dei limiti di legge per la presenza di arsenico e alluminio. Gli esiti sono stati comunicati ufficialmente alla regione e al comune dalla Asl di Viterbo, che ha chiesto l’adozione immediata di un provvedimento a tutela della salute pubblica.

L’ordinanza riguarda l’intero territorio comunale, con l’esclusione delle reti di Faleri, Parco Falisco e Quartaccio, dove l’acqua risulta regolare. Nella zona della cosiddetta “Rete Centro”, l’acqua potrà essere utilizzata esclusivamente per usi tecnologici e per l’igiene domestica, ma non per bere né per la preparazione di alimenti.

Il comune ha disposto la massima diffusione dell’avviso alla popolazione, invitando i cittadini e gli operatori del settore alimentare a rispettare le limitazioni indicate. Contestualmente, è stato richiesto al gestore del servizio idrico, Talete S.p.A., di intervenire con urgenza per adottare tutti i correttivi necessari a riportare i valori dell’acqua entro i limiti previsti dalla normativa vigente.

L’ordinanza resterà in vigore fino a nuove disposizioni, in attesa di ulteriori accertamenti e di una comunicazione ufficiale che attesti il ripristino della piena potabilità dell’acqua. 

Immediata la reazione  di UsiCons Tuscia e del Comitato Cittadinanza Attiva. “Dopo anni segnati da criticità legate alla presenza di arsenico, fluoruri e contaminazioni batteriche, le ultime analisi evidenziano anche un superamento dei limiti consentiti per l’alluminio – sottolineano -. Questa situazione si presenta a poche settimane dalla precedente revoca della non potabilità, avvenuta con medoti poco trasparenti ma solo sui valori. La popolazione ha avuto appena un mese di presunta normalità, dopo oltre dieci anni di ordinanze e disservizi.

Permangono forti criticità sul piano informativo: mentre le bollette continuano ad arrivare puntualmente, le comunicazioni relative alla qualità dell’acqua risultano frammentarie e spesso diffuse solo tramite canali social, escludendo di fatto una parte della cittadinanza.  
Un approccio non adeguato quando si tratta di tutela della salute pubblica. Molti residenti si trovano così a sostenere un doppio costo: quello del servizio idrico e quello dell’acqua potabile acquistata, in un contesto in cui l’acqua del rubinetto non garantisce continuità né sicurezza.
 
Arpa Lazio trasmette regolarmente i dati a Talete, alla Asl e all’amministrazione comunale. Resta tuttavia irrisolta la questione centrale: chi assicura che queste informazioni raggiungano tempestivamente e correttamente la tutta la  popolazione? In un territorio già provato da anni di emergenze idriche, non è accettabile che la trasparenza proceda a intermittenza. Fabrica di Roma non rappresenta un caso isolato: diversi comuni della Tuscia affrontano problematiche analoghe, che richiedono risposte coordinate, tempestive e verificabili dalle autorità competenti.
 
È necessario comprendere quali azioni intendano intraprendere Talete e l’amministrazione locale per garantire continuità, sicurezza e chiarezza comunicativa.  Ad oggi – concludono -, l’unico elemento certo è la permanenza della non potabilità dell’acqua e il crescente disagio della cittadinanza”.
 

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