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“Positivo il lavoro svolto, ma ho sbagliato a fidarmi di persone ritenute amiche…”

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Viterbo – Il 2026 sarà l’anno del termalismo, mentre prosegue il rilancio del centro storico: “Abbandonato negli ultimi decenni”. La sindaca Chiara Frontini dà un ultimo sguardo all’anno che si chiude e punta al nuovo. Fra gli interventi completati, quello simbolico per Viterbo è l’illuminazione delle mura. Sull’inchiesta per minaccia aggravata: “C’è la consapevolezza di avere agito sempre nel rispetto della legalità”. Rivendica l’intesa su alcuni punti con Pd e Forza Italia: “È l’essenza del civismo”. Giudizio positivo dopo il giro di boa della sua amministrazione e un rimprovero da farsi: “Essermi fidata di alcune persone, che credevo fossero amiche, è stato un errore”.


Chiara Frontini

Chiara Frontini


Sindaca Chiara Frontini, siamo a fine 2025. Se dovesse descrivere lo stato di salute di Viterbo oggi con tre aggettivi, quali sceglierebbe e perché?
“Orgogliosa, ambiziosa, ottimista. Orgogliosa, perché Viterbo è una città dalla radici profonde e con una grande storia ma sta interpretando le sfide dei nostri tempi. Ambiziosa, perché percepisco ogni giorno il desiderio di tantissimi viterbesi d’essere all’altezza di questa storia e cogliere le opportunità che si presentano, compiendo quel salto di qualità che come amministrazione comunale promuoviamo, sosteniamo ed incoraggiamo. Ottimista, perché la maggioranza dei cittadini sta partecipando e supportando il cambiamento innescato con la nostra amministrazione. Non era una cosa scontata, soprattutto nella prima fase del nostro mandato, quando ancora non si vedevano i risultati che invece oggi iniziano ad essere sotto gli occhi di tutti”.

La sua amministrazione sta puntando  sul rilancio del centro storico, sgravi Tari, l’ora di parcheggio gratuita. I viterbesi come hanno risposto? Ha qualche indicazione sull’azione che riguarda la sosta al Sacrario?
“I cittadini stanno rispondendo bene a tutte queste misure di rilancio a cui aggiungerei anche i contributi economici a favore delle botteghe storiche del centro e le iniziative finalizzate a migliorarne il decoro, sia con il nuovo regolamento sui dehors che con le risorse messe a disposizione per le manutenzioni. Sulla prima ora di sosta gratuita al Sacrario faremo il punto dopo Natale. Abbiamo lentamente iniziato a invertire la tendenza per rilanciare un centro storico che è stato completamente abbandonato nel corso degli ultimi decenni. Siamo a lavoro, come ci eravamo impegnati a fare e come è giusto che sia”.

Qual è l’iniziativa portata a termine nel 2025 di cui va più fiera e che ritiene abbia cambiato concretamente la quotidianità dei cittadini?
“Sono orgogliosa di molti dei progetti che sono stati portati a compimento o impostati in questi dodici mesi. Sulla città, sicuramente l’illuminazione delle mura, che ha dato una nuova luce a Viterbo, risvegliando quell’orgoglio di cui parlavamo poco fa. Ma anche la riqualificazione dell’area delle Fortezze, la riapertura delle terme del Bagnaccio, i 30 chilometri finora asfaltati con il progetto “Buche zero” e la ristrutturazione del parcheggio del Sacrario, di via Campo Scolastico e di piazzale Africa, gli interventi sugli impianti sportivi e l’approvazione del piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche, la riqualificazione dello stadio Rocchi e l’approvazione del progetto per la sala del commiato, attesa da anni. La recente apertura del progetto Spazio Viterbo per la rivitalizzazione del commercio in centro era l’ultimo tassello che mancava nella strategia di rilancio del centro e da pochi giorni è in realtà. Infine, il programma giubilare e la consegna della croce al santo padre come omaggio della città. Un atto che rimarrà a lungo nella mia memoria e spero anche in quella dei viterbesi. Sugli ex comuni, la riqualificazione della piazza di Bagnaia, la recente restituzione del centro anziani ristrutturato e la prossima apertura della torre al pubblico, l’approvazione del progetto esecutivo per il centro civico di Grotte Santo Stefano, la riqualificazione dei parchi giochi di San Martino e la Quercia. Insomma, l’elenco è molto lungo e credo che diversi cittadini abbiano notato le profonde trasformazioni che sono in atto”.

Candidatura a capitale europea della cultura 2033, a che punto siamo? C’è chi teme che ormai sia già tardi, non avendo ancora un’idea, una progettualità su cui puntare, con quella del Conclave che pare se la stia prendendo Arezzo.
“È stato aggiudicato l’appalto per il servizio di animazione territoriale ed è stata espletata la prima fase di presentazione delle idee, grazie a una open call e a un laboratorio di co-progettazione che hanno visto la partecipazione di numerose realtà territoriali, con il fondamentale contributo di Lazio Innova. Sulla questione del Conclave, siamo seri: Viterbo è la città dove è nato il Conclave e nessuno si approprierà di questo fatto storico, oltre al fatto che la promozione di Viterbo durante il conclave che ha eletto papa Leone è stata straordinaria, con decine di passaggi televisivi sui quali abbiamo lavorato con cura”.

Nella seduta di consiglio comunale dedicata al bilancio, la maggioranza ha approvato emendamenti di Forza Italia e il consigliere azzurro Elpidio Micci ha votato il bilancio. Con FI già siete alleati in provincia. Pura convergenza sul documento economico o c’è dell’altro?
”Ricordo che il consigliere Micci aveva già votato il bilancio di assestamento lo scorso luglio. Anche questa volta ha giudicato il bilancio positivamente nel suo complesso, votandolo. Inoltre abbiamo approvato anche alcuni emendamenti sia di FdI sia del Pd. È l’essenza del civismo, essere pronti a lavorare sempre con tutti coloro che condividono il bene per Viterbo.

Guardando alle prossime elezioni comunali, questa “sintonia”con gli azzurri può portare a un’alleanza elettorale o Chiara Frontini correrà ancora una volta da sola, unicamente come espressione  civica?
“Come le dicevo, noi lavoriamo con coloro che fanno il bene di Viterbo. Finora, con il presidente della Provincia Romoli è stato così: ci siamo battuti per l’istituto Carmine, per la tutela del territorio dai fotovoltaici e dal deposito di scorie nucleare, sulla discarica. Questi sono fatti che vengono prima del calcolo politico. Ciò che è certo, è che non vogliamo mandare indietro le lancette del tempo a quel periodo in cui la città è stata ferma al palo. Al centro ci sono sempre i Viterbesi, perché è Viterbo ciò che conta”.

La vicenda che la riguarda personalmente e politicamente. Il rinvio a giudizio per la vicenda della cosiddetta “Cena dei veleni”. Ha dichiarato fiducia nella magistratura: come sta vivendo umanamente e politicamente questo momento?
“I nostri nonni dicevano: male non fare, paura non avere. Nel mio animo c’è la consapevolezza di aver sempre agito nel rispetto della legalità e di aver profuso ogni grammo delle mie energie a favore della comunità viterbese in totale trasparenza, onestà e buonafede dal momento in cui ho indossato questa fascia. Andrò avanti nello stesso modo perché sono serena e determinata. Ho il massimo rispetto del lavoro e della professionalità di chi è chiamato a giudicare il mio comportamento perché ogni cittadino ha il dovere costituzionale di farlo. Conosco bene le mie scelte passate e presenti e non mi sottraggo a nessun confronto che riguardi le mie azioni, oltre che il mio lavoro”.

La preoccupa una campagna elettorale con la vicenda giudiziaria ancora aperta?
“Vale il discorso di prima, ognuno risponde delle proprie azioni. La nostra linea politica e amministrativa è improntata al confronto civile e costruttivo, seppure nelle differenze che devono esserci. La recentissima discussione in consiglio comunale sul bilancio lo dimostra. Imposteremo la campagna elettorale su questo principio di base. I cittadini sapranno valutare gli atteggiamenti di tutti, possibili strumentalizzazioni comprese”.

Dall’opposizione non mancano di farle notare la distanza tra Frontini quando era in minoranza e Frontini oggi sindaca e quanto sia dovuta scendere a compromessi. Governare è una cosa, opporsi è altro. Il suo elettorato pensa che la capirà?
“Non sono stata mai un’appassionata di sondaggi, la rilevazione del Sole 24 ore da cui risulta che il 59 % dei viterbesi esprime fiducia nel mio e nostro lavoro costituisce tuttavia un possibile punto di riferimento nel rispondere a questa domanda. I cittadini apprezzano il pragmatismo, e il fatto che io continui ad essere Chiara per tutti: questa esperienza non mi ha cambiata. Poi, ci vuole la giusta umiltà di non dare niente per scontato e continuare a lavorare per risolvere le questioni reali. Non parlerei di compromessi, quanto piuttosto di mediazioni. La nostra amministrazione ha mediato ogni volta che serviva, per raggiungere un obiettivo che avrebbe fatto crescere Viterbo.

Si è trovata diversi progetti e fondi legati al Pnrr. Fra i tanti, ce n’è uno più d’altri che è come se l’avesse pensato lei e un altro di cui avrebbe fatto a meno. Fra quelli che comunque sono andati in porto, ovviamente.
“Non avrei fatto a meno di nessuno perché gli investimenti pubblici rappresentano comunque un moltiplicatore di economia: imprese hanno lavorato, i servizi sono migliorati. I piani Pnrr vanno complessivamente nella direzione di migliorare le infrastrutture, recuperare beni pubblici e creare nuovi servizi ed opportunità a favore dei cittadini. Sicuramente, quello che ritengo più strategico è la ristrutturazione dell’ex tribunale,e per riportare gli uffici in centro: è un punto di programma qualificante per noi.”

Avendo superato il giro di boa e guardando indietro alla parte di consigliatura alle spalle, che voto si darebbe? Col senno del poi ha un rimprovero da farsi?
Il giudizio è complessivamente positivo: ci abbiamo messo e continueremo a metterci tanto impegno, con la consapevolezza che la nostra unica missione è fare il bene della città. Comunque, non siamo a scuola e l’unico giudizio che conta è quello che daranno i cittadini alle prossime elezioni, con il loro voto”.

E cosa si rimprovera?
“Per quanto riguarda il rimprovero, sì, certo che ne ho alcuni. Il più significativo è certo quello di essermi fidata di alcune persone che credevo fossero amiche. È stato un errore. Però è stata una grande lezione di vita, da cui ho tratto un insegnamento e una crescita personale importante. Serve tutto per maturare, l’importante è non farsi avvelenare dall’odio e non portare mai rancore. Insomma, trasformare un errore in lezione e opportunità.

Qual è l’opera pubblica o l’obiettivo principe da qui a fine mandato e cosa si augura per lei e per Viterbo per il 2026?
“In generale resto fermamente convinta che turismo e cultura saranno due leve essenziali per far crescere la nostra comunità, si tratta di perni fondamentali per sviluppare la nostra economia: per questo, l’apertura al pubblico della torre civica sarà un passaggio importante. Oltre al trasferimento degli uffici in centro di cui abbiamo già parlato, sicuramente l’avvio del cantiere per l’asse di collegamento tra il Poggino e la Cassia Nord. È un’opera strategica che intendiamo completare di qui a fine mandato, attesa da anni, e sarà una boccata d’ossigeno per la gestione urbana e i servizi alle imprese. Per il 2026, auspichiamo di dare una svolta alla questione termalismo. Sarà l’anno in cui si definiranno certi punti fermi e, oltre all’apertura dei due nuovi siti già avvenuta nel corso del nostro mandato, si amplierà ulteriormente l’offerta. Inoltre, l’impegno è di mettere sui binari la questione Terme Inps. Sarà anche l’anno dell’adozione del piano urbano della mobilità sostenibile e del piano di recupero del centro storico, in cui si concretizza un progetto di città su cui lavoriamo da tre anni.

E cosa si augura per Viterbo con il nuovo anno?
Per il 2026, l’augurio per me e per Viterbo è sempre lo stesso: quello di continuare a lavorare sodo per la città, con l’auspicio di una sempre maggiore unità cittadina sui temi strategici perché solo condividendo un progetto di città, la città cresce e si sviluppa.

Giuseppe Ferlicca


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