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“Roccalvecce è diventata una residenza diffusa per anziani, la politica ha sentenziato la sua morte”

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Roccalvecce - Palazzo Costaguti

Roccalvecce – Palazzo Costaguti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Questa è diventata Roccalvecce, una “residenza per anziani diffusa”, oramai non più appetibile come serbatoio di voti, spopolata, con un’età media dei residenti di oltre 65 anni, la politica viterbese ha sentenziato la sua morte.

Una morte lenta, iniziata oltre trent’anni fa, una sentenza sottoscritta da tutti gli schieramenti politici che si sono alternati alla guida della città senza distinzioni di colore, una visione misera della politica, una progettualità che si è sempre fermata alla gestione del quotidiano, incapace di ipotizzare sviluppi futuri, la politica vecchia e stantia del “do ut des”.

Eppure nel territorio c’è chi ha fatto scelte diverse ed è diventato un esempio da imitare, Bagnoregio ha saputo reinventare Civita, valorizzarla e renderla la gallina dalle uova d’oro. La politica del comune di Bagnoregio ha incrementato notevolmente il flusso turistico, creato ricchezza e occupazione e i benefici per i cittadini sono diventati tangibili. Il paese è curato, ben manutenuto, quest’anno ad esempio hanno istituito il “bonus bebè” di 500€, il trasporto scolastico, la mensa per bambini ed i libri sono gratuiti, tutto questo da ciò che il comune incassa con il turismo.

Poi c’è stato un fiorire di piccole attività di ristorazione, artigianato, alloggi turistici, insomma oggi il comune di Bagnoregio è diventato appetibile per giovani coppie che vogliono prenderci la residenza, il paese è rinato e le prospettive future sono rosee.

Sant’angelo di Roccalvecce e Roccalvecce potrebbero rappresentare per Viterbo ciò che Civita ha rappresentato per Bagnoregio, un polo turistico fortemente attrattivo per le famiglie e per chi ama il contatto con la natura, la storia, il mondo delle fiabe, il percorso è già stato indicato da associazioni private e pubbliche.

L’associazione Acas di Sant’angelo ha trasformato un paese morente nel “paese delle fiabe” attirando un turismo familiare consistente, ma il supporto essenziale, in termini di servizi forniti, del comune di Viterbo non c’è mai stato.

La proloco di Roccalvecce ha proposto un progetto per la realizzazione di un “ponte pedonale sospeso” ecosostenibile che collegasse i due paesi, una cosa simile è stata realizzata in Umbria, nel paese di Sellano, ed ha registrato nel primo anno di servizio 100.000 presenze e ha consentito l’apertura di molte attività economiche, Il progetto del ponte Sant’angelo-

Roccalvecce è stato già finanziato con fondi europei (Fers), quindi senza aggravi economici per il comune, ma non se ne sa più nulla. È triste constatare che nonostante il tanto sbandierato “civismo” nulla è cambiato rispetto al passato, le risorse, e in questi anni ne sono arrivate parecchie: Pnnr, Fers, fondi per il giubileo, sono state destinate alla città e qualcosa alle frazioni che costituiscono un serbatoio di voti apprezzabile, do ut des, gli altri vengono semplicemente ignorati, privati anche della normale manutenzione.

Qui non si parla di “regali”, ma di politiche che al pari di quanto realizzato a Bagnoregio, produrrebbero un ritorno di visibilità ed economico per Viterbo che al cospetto gli incassi che il comune realizza con le tasse di soggiorno impallidirebbero e, non ultimo, il risultato di fare rivivere questi due Borghi, creare occupazione ed incrementare i residenti…Civita docet.

Mario Burla


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