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A Ronciglione il Carnevale viene prima della salute pubblica…

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Ronciglione – A Ronciglione il Carnevale sembra avere la priorità persino sulla salute pubblica. In seguito a un mio recente intervento sui social, il consigliere di opposizione e segretario di Forza Italia ha sollevato una questione spinosa: l’assenza del sindaco Mario Mengoni a due appuntamenti istituzionali cruciali tenutisi il 19 gennaio. Si trattava dell’assemblea dei soci di Talete Spa e della conferenza dei sindaci dell’Ato, sedi dove si decidono le sorti di acquedotti, investimenti, finanziamenti e, soprattutto, si affrontano le criticità strutturali del servizio idrico.

Mario Mengoni, sindaco Ronciglione

Mario Mengoni, sindaco Ronciglione


Si sarebbe potuto ipotizzare un impegno istituzionale inderogabile, ma a svelare l’arcano è stato il primo cittadino stesso: era impegnato in prefettura con la commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo per organizzare il Carnevale.

L’aspetto paradossale non risiede solo nella scelta della priorità, ma nella logistica. L’assemblea di Talete era convocata alle 10 e la conferenza Ato alle 12. Quest’ultima prevedeva al secondo punto dell’ordine del giorno “varie ed eventuali”, spazio ideale per esporre i disagi di Ronciglione, come fatto da molti altri comuni.

A Viterbo, la prefettura e la sede della provincia distano poche centinaia di metri, un tragitto percorribile a piedi in meno di cinque minuti. Nonostante il prestigio del Carnevale storico, ritengo che l’emergenza dell’acqua sporca e inutilizzabile debba venire prima dei festeggiamenti. Se il sindaco non poteva presenziare, avrebbe potuto delegare qualcuno per le riunioni sull’acqua; invece, abbiamo scoperto che anche il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, Sesto Giovanni Aramini Vettori, si trovava in prefettura per parlare di carri e sfilate. Così, le due massime autorità sanitarie della città discutevano di intrattenimento mentre nessuno rappresentava gli interessi dei cittadini sulla gestione idrica.

Sulla scia delle polemiche sollevate dalla stampa, il sindaco ha finalmente pubblicato i risultati delle analisi dell’acqua. I dati indicano che la colorazione giallastra è dovuta a un eccesso di ferro, seppur nei limiti, ma l’ordinanza di non potabilità resta fermamente in vigore. Tra i cittadini cresce lo scetticismo: molti fanno notare che l’acqua non è idonea nemmeno per l’igiene personale o per gli elettrodomestici, e giustamente si chiede che le analisi vengano effettuate da enti terzi e super partes come la Asl di Viterbo o l’istituto superiore di Sanità. Affidarsi esclusivamente ai dati forniti da Talete, d’altronde, è come chiedere all’oste se il vino sia buono.

A complicare il quadro interviene un ex sindaco di Ronciglione Alessandro Giovagnoli, il quale evidenzia un’anomalia contabile di non poco conto. Per legge, le voci relative ad acquedotto e depurazione nel bilancio comunale devono essere in pareggio: i costi sostenuti dal comune devono essere coperti dalle tariffe degli utenti, senza generare profitti né perdite. Quando la gestione era comunale, Ronciglione spendeva circa 750mila euro annui, con un costo per il cittadino di circa 0,26 euro al metro cubo. Se con il passaggio a Talete i costi per le famiglie sono quintuplicati, dove finiscono i circa tre milioni di euro di eccedenza? Perché il sindaco non impone a Talete un piano di investimenti quinquennale sulle infrastrutture locali, considerando che si tratta di soldi versati dai ronciglionesi?

La realtà odierna è amara: i cittadini pagano bollette triplicate e sono costretti a usare l’acqua minerale per bere, cucinare e lavarsi. Per chi convive con patologie croniche, questa non è solo una scomodità, ma un pericolo vitale poiché l’acqua non sicura può veicolare batteri e causare infezioni fatali. La speranza è che, una volta calato il sipario sul Carnevale, il problema torni a essere prioritario. Chiedo chiarezza assoluta e analisi certificate che monitorino non solo i metalli pesanti – correlati a gravi malattie neurodegenerative come Sla e Parkinson, tristemente diffuse nel nostro territorio –, ma anche la presenza di microcistine prodotte dalle alghe. Per ora, purtroppo, sembra che a Ronciglione l’unica risposta sia: “Oste, portaci un altro litro, tanto è Carnevale”.

Italo Leali


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