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“Salute mentale, diritti e inclusione, nasce il nuovo dipartimento integrato che mette la persona al centro”

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Viterbo – Diritti, inclusione, integrazione e futuro. Sono questi i cardini dell’intervento di Cristiana Morera, direttore del dipartimento integrato di salute mentale, neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza e dipendenze patologiche (Dsm-Dp), intervenuta ieri nel corso degli Stati generali della Asl, Costruire salute insieme con la comunità.

Viterbo - Teatro Unione - Stati generali della Asl - Cristiana Morera, direttore del dipartimento integrato di salute mentale

Viterbo – Teatro Unione – Stati generali della Asl – Cristiana Morera, direttore del dipartimento integrato di salute mentale


Dottoressa Morera, che significato ha la nascita del nuovo dipartimento integrato di Salute mentale?
“Il nuovo dipartimento integrato di salute mentale, Npia e dipendenze patologiche è stato fortemente voluto dalla direzione strategica e nasce per rafforzare una visione che mette al centro i diritti, l’inclusione e la cura della persona nella sua interezza”.

Storicamente la salute mentale tutela quella che lei ha definito la “domanda debole”.
“La salute mentale nasce per dare voce a ciò che spesso non ha voce: sofferenze e bisogni invisibili, schiacciati dalla paura e dallo stigma, che producono vergogna e ritardano la richiesta di aiuto. È nostro dovere contrastare tutto questo non solo con le parole, ma con servizi di alto livello professionale, accessibili e capaci di raggiungere tutti”.

Qual è oggi la presenza dei servizi sul territorio della Tuscia?
“Posso affermare responsabilmente che nel nostro territorio esistono già servizi fortemente orientati all’inclusione e all’accesso libero, pensati per intercettare il disagio prima che diventi malattia o emergenza. I servizi di salute mentale sono presenti in 16 comuni della provincia, da Acquapendente a Nepi. Sono diffusi su tutto il territorio ambulatori per le dipendenze, per i disturbi neuropsichiatrici dell’infanzia e dell’adolescenza e servizi psicologici”.

Accanto alla capillarità ci sono anche servizi altamente specializzati.
“Sì, sono attivi il centro di riferimento per l’autismo e per il disturbo da deficit dell’attenzione, il centro giovani del servizio dipendenze, i percorsi per le paralisi cerebrali infantili e l’ambulatorio integrato per i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, finalmente realizzato. Servizi che non sono solo strutture, ma messaggi chiari: il bisogno è legittimo, chiedere aiuto è possibile, la vergogna può essere superata”.

Viterbo - Teatro Unione - Stati generali della Asl - Cristiana Morera, direttore del dipartimento integrato di salute mentale

Viterbo – Teatro Unione – Stati generali della Asl – Cristiana Morera, direttore del dipartimento integrato di salute mentale


Il cuore del nuovo dipartimento è l’integrazione.
“Essere inclusivi non basta, serve integrazione. Il nuovo dipartimento nasce proprio per questo. Quando parliamo di integrazione parliamo di rete, ma non di una rete che imprigiona: una rete che salva. Come quella del trapezista che consente il salto o del vigile del fuoco che accoglie chi cade. Una rete che sostiene, accompagna e rende possibile il cambiamento senza lasciare nessuno solo”.

Che tipo di rete si intende costruire?
“Una rete che unisce tutti i servizi, integrando saperi specialistici e buone pratiche cliniche, e che congiunge sanità, enti locali, scuola, giustizia e terzo settore. Tutti insieme nell’interesse comune del benessere dei cittadini”.

Uno sguardo particolare è rivolto ai giovani.
“Investire sulla salute mentale dei giovani è una scelta non rinviabile. Il dipartimento promuoverà azioni per intercettare precocemente il disagio, con progetti capaci di parlare il linguaggio delle nuove generazioni. Prendersi cura della salute mentale significa anche contrastare ogni forma di violenza, che rappresenta una ferita profonda per la salute mentale individuale e collettiva”.

Umanità e competenza devono andare insieme.
“Sempre. L’umanità senza competenza non basta, ma la competenza senza umanità non cura. La nostra è una cura di alto livello tecnico, scientifico e professionale, che però non perde mai di vista la persona”.

In conclusione, qual è la scelta guida del nuovo dipartimento?
“Mettere al centro la persona: non solo la diagnosi, non solo il servizio o l’organizzazione, ma la persona nella sua storia, nelle sue relazioni e nel suo contesto di vita. È da qui che riprogrammeremo l’offerta dei servizi”.

Un messaggio che richiama anche valori profondi.
“Nel giorno dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, il suo richiamo resta attuale: ‘ogni creatura va amata per quello che è’ ed ‘è nel dare che si riceve’. Con questo spirito il dipartimento di Salute mentale della Asl intende proseguire il proprio impegno, tutelando i diritti di tutti, nessuno escluso, e promuovendo inclusione, integrazione e cura”.


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