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Sangue e coltelli tra Sacrario e piazza Crispi, dalla lite alla spedizione punitiva

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Viterbo - Maxirissa al Sacrario - Carabinieri, polizia e 118 sul posto

Viterbo – Maxirissa al Sacrario – Carabinieri, polizia e 118 sul posto

Viterbo – Viterbo – (sil.co.) – Dal Sacrario a piazza Crispi armato di coltello dopo essersi beccato una bastonata. Era un giovedì sera di pieno inverno, l’11 febbraio 2021, quando una lite scoppiata nel.primo pomeriggio al Sacrario tra due giovani, è sfociata la sera in una spedizione punitiva culminata in un feroce pestaggio.

Uno dei due contendenti, ovvero l’attuale imputato, la sera stessa si sarebbe appostato con altre tre persone sotto casa del rivale, che prima di scendere avrebbe afferrato un coltello da cucina. 

Lo avrebbe stretto in mano, ma non avrebbe fatto in tempo a usarlo per difendersi. Appena uscito dal portone, sarebbe stato colpito al braccio da una bastonata, che gli avrebbe procurato lesioni per trenta giorni, medicate il giorno successivo al Santa Rosa. Quindi il fuggi fuggi, le botte da orbi, calci, pugni e l’arrivo della polizia. 

A processo davanti al giudice Jacopo Rocchi uno dei due contendenti, entrambi denunciati a suo tempo per lesioni personali aggravate. L’altro, quello stanato da casa che ha avuto la peggio, è stato già prosciolto in via definitiva e ieri è stato sentito come parte offesa.

Cinque anni fa i poliziotti della volante  intervennero attorno alle 21,45 a piazza Crispi dopo la segnalazione telefonica arrivata alla sala operativa di un violento alterco tra due persone, una delle quali armata di coltello.

Sul posto, gli agenti hanno trovato per primo un 31enne, a terra circondato da altre persone, con ferite in faccia e sul corpo, causate probabilmente da pugni. Poco dopo hanno rintracciato il rivale in una via limitrofa.

Con sé aveva il coltello, che è stato sequestrato. Entrambi i ragazzi furono portati al pronto soccorso e tutti e due sono stati denunciati per lesioni personali aggravate.


 – Lo prende a pugni e tira fuori un coltello


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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