Viterbo – “Scuola d’infanzia chiusa per guasto tecnico, il comune invece di sostituire per tempo una caldaia datata aspetta che si rompa”. È polemica tra i genitori e le famiglie dei bambini, che frequentano la scuola d’infanzia “Don Armando Marini” a Villanova, e comune. La scuola rimarrà chiusa fino al 16 gennaio base a una ordinanza.
Viterbo – La scuola dell’infanzia di Villanova
Le rigide temperature di questi primi giorni del 2026 non hanno risparmiato nemmeno le aule della scuola dell’infanzia “Don Armando Marini” a Villanova.
A causa di un guasto all’impianto termico, l’edificio è stato dichiarato inagibile per motivi di sicurezza e salute dei piccoli alunni, con un’ordinanza firmata dalla sindaca Chiara Frontini che ne ha disposto la chiusura dal 13 al 16 gennaio.
Tra i genitori dei bambini subito sono sono scaturite proteste e lamentele contro la decisione presa dalla prima cittadina.
“Da l’altro ieri la scuola è chiusa causa guasto dell’impianto di riscaldamento – scrive una mamma a Tusciaweb -. Proprio l’altro ieri, al momento dell’orario di ingresso in classe, ci è stato fatto presente che i termosifoni erano freddi e noi genitori abbiamo dovuto riportare a casa i bambini per non farli ammalare”. È da queste parole che emerge tutta la frustrazione delle famiglie colpite dall’improvvisa sospensione delle lezioni.
La decisione dell’ente locale, adottata dal settore competente per i Servizi sociali e l’educazione, è stata motivata dall’impossibilità di garantire condizioni di temperatura adeguate per il benessere di alunni e personale scolastico, soprattutto in un periodo caratterizzato da temperature rigide.
Chiara Frontini
“Ma il bello doveva ancora venire perché nel pomeriggio è arrivata una circolare della scuola contenente l’ordinanza della sindaca Frontini che imponeva la chiusura dell’edificio per tutta la settimana corrente”, prosegue la mamma.
Il disagio non è soltanto logistico: per molte famiglie significa dover riorganizzare lavoro, assistenza familiare e impegni quotidiani. Il senso di incredulità è palpabile nei genitori, che sottolineano come nel 2026 un servizio pubblico essenziale come la scuola d’infanzia non possa essere interrotto per problemi strutturali legati a una caldaia datata, “in pieno inverno”, che non è stata sostituita “per tempo”.
“Ditemi voi se nel 2026 è ancora possibile che i nostri bambini debbano stare a casa perché, nonostante siamo in pieno inverno, il comune invece di sostituire per tempo una caldaia ormai datata aspetta che la stessa si rompa trovando come unica soluzione quella di lasciare tutti a casa”, lamentano alcune famiglie.

