Viterbo – La legge di bilancio, i bonus edilizi e le politiche per il territorio restano temi cruciali per il settore delle costruzioni. Il presidente di Ance Sergio Saggini fa il punto sulle misure della manovra, tra segnali di apertura del governo e criticità ancora aperte, indicando nella stabilità degli incentivi, nella rigenerazione urbana e nel rilancio del centro storico le leve decisive per sostenere imprese, occupazione e sviluppo locale.
Viterbo – Sergio Saggini
La legge di bilancio ha suscitato diverse preoccupazioni nel settore delle costruzioni. Qual è la posizione di Ance sui vari tempi della finanziaria?
“Il testo originario della manovra aveva suscitato notevoli preoccupazioni nel settore dell’edilizia. Prima fra tutti quella relativa alla mancata previsione di misure strutturate relative al caro materiali. È una problematica che, se non affrontata in modo adeguato e risolta, rischia di portare molti cantieri pubblici al collasso. I prezzi dei materiali sono ancora superiori del 30-40% rispetto a quelli posti a base di gara ed è quindi necessario garantire un intervento dello Stato che consenta di riequilibrare i contratti in essere. Nel testo approvato sembra che il governo abbia compreso le preoccupazioni espresse dal settore e abbia reinserito risorse per il caro materiali. Aspettiamo la pubblicazione del testo definitivo.
Di interesse anche la proroga, sino a settembre 2028, dell’iperammortamento a favore dei titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi, prodotti in Ue. Rispetto al testo iniziale, viene eliminata l’ulteriore maggiorazione prevista per investimenti legati al conseguimento di un determinato risparmio energetico del processo produttivo o della struttura produttiva dell’impresa medesima”.
Qual è il giudizio di Ance sui bonus edilizi e sulle proroghe previste dalla manovra?
“Sono positive le proroghe dei principali bonus edilizi per il 2026, con il mantenimento del 50% per le ristrutturazioni sulla prima casa e del 36% per gli altri immobili, con un tetto massimo di spesa pari a 96mila euro. Si tratta di un’estensione di quanto già previsto per il 2025, che consente di dare una certa stabilità al sistema prima del graduale ridimensionamento delle aliquote dal 2025. È importante però che la legge di bilancio continui a puntare sulla stabilizzazione delle agevolazioni, evitando riduzioni drastiche che rischiano di bloccare i cantieri. In questo quadro, permettere la cessione del credito resta una soluzione essenziale per garantire liquidità alle imprese e sostenere concretamente la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare. Auspichiamo una programmazione degli incentivi almeno triennale che permetta una pianificazione aziendale”.
Che ruolo può avere la rigenerazione urbana nello sviluppo dei territori?
“È fondamentale continuare a spingere e investire sulla rigenerazione urbana. La nuova legge regionale sulla rigenerazione, modificata lo scorso luglio, va certamente nella giusta direzione, ma ora la vera sfida è rappresentata dalla fase attuativa. È su questo punto che bisogna insistere, affinché le norme non restino sulla carta. La cosa più importante è mettere i comuni nelle condizioni di operare: gli uffici tecnici comunali devono avere un’adeguata dotazione organica e competenze sufficienti per recepire e applicare in modo efficace le indicazioni normative. Solo così la rigenerazione potrà diventare un reale motore di sviluppo urbano e sociale”.
La formazione per le imprese edili del territorio resta centrale?
“La formazione rappresenta un elemento strategico per la crescita e la competitività delle imprese. Come Ance continuiamo a offrire il nostro contributo per garantire la presenza di aziende della nostra provincia sempre più attente all’aggiornamento professionale. A giugno abbiamo siglato un nuovo accordo con il Formedil di Viterbo che consente alle imprese associate di accedere a un’ampia gamma di corsi di formazione completamente gratuita, finanziata da Ance, anche sulla base delle richieste specifiche delle aziende. Si tratta di un incentivo importante, che facilita le imprese nel mantenersi aggiornate in modo semplice e veloce, rimanendo quanto più possibile nel nostro territorio per realizzare un’efficace attività formativa”.
L’edilizia può giocare un ruolo importante nel recupero e nella valorizzazione del centro storico di Viterbo?
“Siamo stati coinvolti, così come tutte le altre associazioni, in un confronto in relazione alla redazione del nuovo piano del commercio del comune di Viterbo. Sappiamo quanto sia un tema delicato per la nostra città, in particolar modo anche rispetto alle potenzialità del centro storico, non ancora del tutto espresse. Il centro storico di Viterbo rappresenta un patrimonio di valore straordinario, che andrebbe aiutato favorendo gli investimenti al suo interno, ampliando così i servizi a disposizione dei viterbesi. Ad esempio, abbassare l’Imu e ampliare i limiti di costruzione potrebbero essere delle soluzioni in favore della crescita del centro storico, che va recuperato e reso nuovamente attrattivo. L’edilizia può e deve giocare un ruolo centrale in questa partita, non solo in termini di recupero degli edifici, ma anche come leva per la rigenerazione economica e sociale. Come Ance riteniamo fondamentale una collaborazione stabile con il Comune, basata su una visione condivisa e su strumenti urbanistici chiari e incentivanti.
Riguardo il piano del commercio, abbiamo suggerito di introdurre delle facilitazioni proprio in centro storico. Servono in centro negozi importanti, come in molti centri storici italiani. Bisogna favorire la nascita di medie strutture, anche con accorpamento di piccole, facilitare la fase autorizzativa, anche in deroga ai normali iter. Deve convenire aprire in centro rispetto alla periferia”.
Sergio Saggini
Il mercato delle nuove costruzioni continua a crescere mentre il centro storico è in difficoltà. Come la vede questa situazione?
“Le nuove costruzioni sono attrattive perché sono comode, efficienti, a basso costo di gestione, a bassissimo consumo energetico. La ricerca di abitazioni fuori dal centro è un processo naturale che avviene in ogni città e quindi deriva da esigenze sociali mutate nel tempo. Questo però non è in conflitto con il recupero del centro. Esso può ripartire ma servono investimenti. A cominciare dai privati, proprietari di costruzioni in centro spesso lasciate nel tempo senza manutenzione.
Con il 110% gli immobili ristrutturati hanno acquistato dal 20% al 50% del proprio valore, a testimonianza che non solo le nuove costruzioni possono crescere. Abitare in centro può essere attrattivo per alcune categorie di persone: giovani lavoratori digitali, studenti, persone che vengono dalle grandi città e cercano soluzioni esclusive che parlino di storia, di mura, di antico. Può fare molto anche il Comune, come per esempio riportare gli uffici in centro, rendere fruibili i parcheggi in modo capillare, investire in sicurezza e decoro urbano, incentivare l’apertura di nuove attività”.
Ance Viterbo, nel frattempo, è impegnata anche sul fronte culturale con il sostegno a eventi e iniziative. Che valore hanno per la città e la provincia?
“Ance continua a sostenere con convinzione proposte culturali di qualità e di ampio respiro sia nel capoluogo sia nel resto del territorio provinciale. Crediamo che la cultura rappresenti un fattore fondamentale di crescita e coesione sociale. La presenza di Ance non è solo un supporto economico, ma un contributo concreto alla valorizzazione delle iniziative e alla crescita dell’offerta culturale dell’intera Tuscia. Investire in cultura significa investire nel territorio, nella sua identità e nella sua capacità di attrarre persone, idee e opportunità. Abbiamo un occhio attento anche alla solidarietà: in questi giorni abbiamo donato un apparecchio molto innovativo all’ospedale Santa Rosa, reparto di cardiologia ma, mi preme ricordare, abbiamo sostenuto, tra gli altri, il Tuscia in jazz for Sla e il concerto gospel di Viterbo con amore”.

