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“Una strada romana rimossa non è un’opinione…”

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Montefiascone - Lo scavo sequestrato lungo la via Francigena in località Paoletti

Montefiascone – Lo scavo sequestrato lungo la via Francigena in località Paoletti

Montefiascone – Riceviamo e pubblichiamo – Quanto avvenuto nel nostro comune durante i lavori della posa della fibra ottica rappresenta un episodio di estrema gravità che va ben oltre la dialettica politica.

Nel corso dell’intervento sono state rimosse e caricate su un camion le lastre di un tratto di strada romana, presente da secoli sul territorio comunale e riconosciuto come parte del tracciato storico della Via Francigena. Un bene di valore storico e culturale che appartiene all’intera comunità e costituisce un elemento identitario del nostro territorio. 

A seguito di quanto accaduto, la magistratura è intervenuta sequestrando l’area, segno evidente che non ci troviamo di fronte a una semplice polemica, ma a fatti ritenuti meritevoli di accertamenti formali. 

Questo dato, da solo, smentisce ogni tentativo di minimizzazione o di riduzione dell’accaduto a “propaganda”.

Le dichiarazioni della sindaca e del vicesindaco che hanno cercato di scaricare ogni responsabilità sul ministero e sul finanziamento Pnrr, non affrontano il nodo centrale della vicenda indipendentemente dalla fonte dei fondi, i lavori pubblici seguiti sul territorio comunale sono soggetti alla vigilanza e al controllo dell’amministrazione locale e dei suoi uffici.

Se un tratto di strada romana viene smontato e rimosso in questo modo, è evidente che qualcosa nei controlli non ha funzionato. E questo è un dato politico e amministrativo, prima ancora che giudiziario.

Ancora più grave è il tentativo di delegittimare chi solleva il problema parlando di “clava”, di confusione o di cittadini presi in giro. Difendere un bene storico e chiedere che venga tutelato non è propaganda, ma esercizio responsabile del ruolo istituzionale dell’opposizione. 

Oggi però non spetta più all’opposizione porre domande. Quelle domande sulle autorizzazioni, sulle prescrizioni, sui controlli e sulle responsabilità, sono ora oggetto di verifica da parte della magistratura, che ha ritenuto necessario intervenire con il sequestro dell’area.

Questo dovrebbe indurre l’amministrazione ad un cambio di tono: meno accuse, meno slogan, più rispetto per i fatti e per le istituzioni chiamate ad accettarli.

La modernizzazione delle infrastrutture è importante, ma non può e non deve avvenire a scapito della tutela del patrimonio storico.

Quando questo equilibrio viene meno non si è di fronte a un errore politico qualunque, ma a una ferita inferta alla memoria collettiva.

Una strada romana rimossa non è un’opinione.

Il sequestro dell’area non è propaganda.

Ora non servono giustificazioni né attacchi all’opposizione, servono risposte serie nelle sedi opportune.

Perché la storia di un territorio non si scarica su un camion e le responsabilità, prima o poi, trovano sempre la strada per emergere.

I consiglieri d’opposizione
Andrea Danti
Orietta Celeste
Maria Cristina Ranaldi
Massimo Ceccarelli


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