|
|
Civita Castellana – (sil.co.) – È stato condannato ieri a 6 mesi di reclusione per resistenza uno dei quattro marocchini arrestati per il tentato omicidio del 16 marzo 2025 a Civita Castellana. Tre saranno giudicati con l’abbreviato mentre per uno si procederà col rito ordinario davanti al collegio.
Si tratta del 29enne, che era stato già arrestato due giorni prima del fatto di sangue nel blitz dei carabinieri del 14 marzo successivo all’escalation di violenza in pieno centro storico, tenuto sotto scacco da una apparente serie di regolamenti di conti tra spacciatori marocchini e tunisini per il controllo del territorio.
Questi ultimi, pare, intenzionati, a liberarsi della “concorrenza”, cercando di fare proprie le piazze di spaccio cittadine, tradizionalmente “servite” da pusher marocchini.
Il giovane, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, fermato il 14 marzo dell’anno scorso su una vettura in uscita dal centro città assieme a due connazionali, avrebbe cercato di sottrarsi con le maniere forti alla perquisizione veicolare e personale. Senza esito perché, poco prima delle 17, è finito in manette, arrestato in flagranza per resistenza a pubblico ufficiale.
Nel corso del blitz del 14 marzo in cui è stato arrestato il marocchino, sono stati sequestrati una pistola calibro 22 e un machete dalla lama lunga circa 34 centimetri. La pistola nascosta in un doppiofondo della cucina, oltre a due piccoli ordigni artigianali.
A seguito del ritrovamento, due tunisini, di 32 e 51 anni, sono stati arrestati per detenzione illegale di arma da fuoco ed esplosivi.
Due giorni dopo, nel primo pomeriggio di domenica 16 marzo, quattro marocchini tra cui il 29enne e tre connazionali di 25, 32 e 38 anni avrebbero accoltellato, e per questo sono in carcere per tentato omicidio, due tunisini di 23 e 28 anni durante la violenta rissa scoppiata in via Ferretti, davanti all’ex cinema Flaminio, nel cuore del centro storico. Un quinto marocchino, di 36 anni, è stato denunciato a piede libero per favoreggiamento.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
