Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – A Viterbo parcheggiare quindici minuti l’auto al centro storico dentro le strisce blu costa 330 euro. Manco a Saint Moritz.
Ma andiamo per ordine. Il 30 dicembre dello scorso anno, nel pieno della frenesia delle feste a cavallo tra Natale e Capodanno, sono sbarcato nel capoluogo per una consegna di olio (sì, faccio il frantoiano). E per evitare di ficcarmi in settima fila lungo via Mazzini, laddove il pedone è storicamente considerato un bersaglio, ho preferito salire a piazza Dante e portarmi venti chili sulle spalle fino alla libreria dove dovevo recarmi.
Viterbo – Parcheggi trappola in centro
Ho parcheggiato così sulle strisce blu, scegliendo tra quattro il posto più ampio (ho una vettura ingombrante), ho versato un euro e mezzo come richiesto dalla macchinetta, e zigzagando nel caos di chi non ha pagato e aspetta il fischio fatale, sono giunto vivo (incredibile ma vero) in libreria.
Giusto il tempo di scaricare e il mio cellulare ha cominciato a squillare. Dall’altro capo della cornetta eccoti quindi una vigilessa inferocita: “Ha posteggiato la sua autovettura Nissan nel rettangolo adibito ai disabili”. Ma no, impossibile. Erano strisce blu. Mi precipito sul posto.
Giunto in piazza Dante trovo così ben tre vigili urbani, più il signore al quale spetta il rettangolo da me occupato. Posto che effettivamente è contornato di blu. Ma un cartello poggiato su base mobile di plastica, collocato temporaneamente proprio lì, indica che quelle strisce sono riservate, almeno per un po’, al signore di cui sopra; dato che quelle arancioni ufficiali sono invece per lo stesso tempo occupate da un cantiere. “Ce ne andiamo domani”, parola di muratore ubicato sul tetto.
Viterbo – Parcheggi trappola in centro
Per la cronaca: un cantiere aperto il 30 dicembre implica un tetris di macchine in posti nuovi, insoliti, impossibili, improvvisati. Sono in buona compagnia, insomma. Ma a quanto pare resto comunque l’unico che disturba.
Chiedo scusa al signore più volte, che si dimostra subito gentile e comprensivo. Ci facciamo gli auguri e tento di muovermi verso collocazioni adeguate. “Le ho fatto il favore di non farle rimuovere il veicolo – la vigilessa – dato che non è così chiara la cosa. Ma la segnaletica verticale prevale su quella orizzontale. Quindi la multa non gliela toglie nessuno”.
Ma veramente? Siamo tutti parcheggiati alla come capita. Sono qui da dieci minuti scarsi e ho pure pagato. Ok la lavata di capo che tanto era inevitabile (anche se inopportuna), ma cerchiamo di venirci incontro. Ho chiesto scusa a tutti e sono giunto in un lampo, esattamente come fanno i migliori qui sotto in via Mazzini. Silenzio.
Viterbo – Parcheggi trappola in centro
E quanto mi costerebbe questo giochetto del presunto divieto di sosta? Altro silenzio. Mi lasciate i vostri nomi? “Trova la matricola sul verbale”. E quanti punti mi togliete? “Quattro”, annuncia con garbo dimenticato la collega scriba addetta alla penna. Il terzo di loro, invece, autista delle due e unico uomo sul posto, si gira e fa finta di niente. Come quelli che fischiettano mentre il mondo esplode.
Suvvia, veniamoci incontro. La buonafede è evidente (il blu, il tagliando di pagamento esposto, la velocità, le scuse, la cortesia). Il signor portatore di handicap alza le mani al cielo: “Mi dispiace. Non pensavo fossero così”, mi dice indicandoli. Il muratore sul tetto se la ride. Quello del bar mette le mani ad anforetta, come a dire: “Ecco un altro che di qua non passerà mai più”.
Epilogo. Il 21 gennaio 2026 (con calma) mi arriva una pec dal comune di Viterbo: 330 euro di multa e 4 punti tolti dalla patente. Più 10 euro per le spese di invio (ma la pec non era gratis? Mi avessero mandato un piccione almeno lo avrei fatto ripieno).
Pago subito, perché se lo fai entro 5 giorni ti fanno lo sconto come alla Conad.
Stefano Mecorio
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