Viterbo – Supera quota cinquantacinquemila visualizzazioni in quattro giorni il video pubblicato da Tusciaweb con uno dei passaggi centrali dell’audio della cena dei veleni, la serata avvenuta nell’abitazione del consigliere Marco Bruzziches con la partecipazione della sindaca Chiara Frontini e del marito Fabio Cavini.
I tre contenuti diffusi su Facebook hanno totalizzato 8.327, 30.274 e 12.866 visualizzazioni, per un totale di 51.467. A queste si aggiungono 4.223 visualizzazioni su YouTube. Il dato complessivo raggiunge così 55.690 visualizzazioni.
Viterbo – Il matrimonio di Chiara Frontini e Fabio Cavini
Due le frasi più sconvolgenti pronunciate dal marito della sindaca, Fabio Cavini, senza che Chiara Frontini lo bloccasse e lo rimettesse al suo posto. “Noi quando vogliamo colpire o abbiamo qualcosa o la inventiamo. Ora, proprio come fare non te lo dico. E questo facciamo in casi estremi. No, questo a tua conoscenza. Non siamo dei principianti, se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e vado a colpire quella persona”, la prima frase ormai diventata paradigmatica della serata in casa Bruzziches.
E poi la metafora inconcepibile che a nessuno verrebbe in mente e tanto meno pronuncerebbe: “È un po’ come quando uccidi, sai, Marco, se tu uccidi una volta, poi dopo ti viene voglia di uccidere sempre e quindi non bisogna mai farsi prendere dalla mano. Ecco, questo tanto per essere chiari perché a me non è mai piaciuto essere ricattato e di solito sono stato quello che ricattava”. Entrambe le frasi dette da Fabio Cavini dopo una lunga pausa che annuncia affermazioni che hanno un sapore amarissimo.
La vicenda ha dato origine a un procedimento penale: Frontini e Cavini sono imputati per minaccia aggravata e l’udienza è fissata per aprile davanti al tribunale di Viterbo.
I numeri danno un’idea dell’attenzione che non si è affievolita nei giorni successivi alla pubblicazione anzi è aumentata esponenzialmente, con una diffusione che continua ad alimentare il dibattito cittadino.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
