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Viterbo – Controlli alle strutture extra alberghiere, 34 esercizi non in regola e nove persone denunciate.
Nell’ambito del controllo economico del territorio, il comando provinciale di Viterbo ha intensificato i controlli sulle strutture ricettive presenti nella provincia, anche in ragione della chiusura, nel giorno dell’Epifania, dell’anno giubilare che ha visto riversarsi nella Capitale un notevole afflusso di pellegrini.
Le verifiche effettuate, precedute da un’attenta fase info-investigativa che ha permesso di tracciare una mappatura delle attività ricettive presenti nella Tuscia, d’intesa con l’Agenzia delle entrate per evitare sovrapposizioni, sono state rivolte, principalmente, alle strutture ricettive extralberghiere e hanno riguardato soprattutto il rispetto della normativa nazionale e regionale di settore.
“Dei 43 esercizi ispezionati – si legge nella nota delle fiamme gialle -, ben 34 (circa 80%) sono risultati non in regola. In molteplici casi, è emersa la mancata comunicazione dell’avvio dell’attività ricettiva agli uffici comunali, l’assenza della dichiarazione di locazione nonché l’omessa esposizione del Codice identificativo nazionale (Cin) introdotto dalla Legge 191/2023 come strumento per garantire la trasparenza e la tracciabilità delle offerte ricettive.
Dal punto di vista penale, 7 soggetti sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per non aver comunicato all’autorità di polizia i nominativi degli ospiti alloggiati, obbligatorietà introdotta dalla normativa in materia di ordine e sicurezza pubblica.
Ulteriori riscontri – si legge ancora nella nota -, hanno permesso di identificare e denunciare anche 2 soggetti che per la loro attività utilizzavano personale “in nero” ovvero non coperto da successiva contrattualizzazione mediante l’applicazione di una maxi-sanzione.
L’attività della guardia di finanza, ancora una volta, è indirizzata alla tutela di tutte quelle attività che operando nella legalità, corrono il rischio di essere danneggiati da coloro che non rispettano le normative in un settore economico che, negli ultimi tempi, ha visto una significativa proliferazione di operatori”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

