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Gasparri attacca: “Va fatta chiarezza sull’incarico del procuratore di Viterbo alla Scuola superiore della magistratura”

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Roma – È Maurizio Gasparri a intervenire con parole nette sulla vicenda della presa di possesso dell’incarico presso la Scuola superiore della magistratura da parte del procuratore della repubblica di Viterbo, Mario Palazzi. Il presidente dei senatori di Forza Italia chiede un chiarimento immediato e richiama il rispetto delle prerogative del Csm.

Maurizio Gasparri

                                                Maurizio Gasparri


“Le notizie relative alla presa di possesso anticipata dell’incarico presso la Scuola superiore della magistratura da parte del procuratore di Viterbo impongono un chiarimento immediato e rigoroso. Se confermate configurano una condotta gravemente lesiva delle prerogative del Consiglio superiore della magistratura e del principio di leale collaborazione tra istituzioni”, afferma Gasparri.

Il tema è finito formalmente all’attenzione del Csm. I consiglieri Felice Giuffrè, Maria Luisa Mazzola, Daniela Bianchini, Enrico Aimi, Andrea Mirenda, Edoardo Cilenti e Daniele Porena hanno investito il comitato di presidenza “della vicenda concernente la presa di possesso dell’incarico presso la Scuola superiore della magistratura da parte di Mario Palazzi, procuratore della repubblica di Viterbo, in assenza della preventiva deliberazione consiliare in ordine al suo collocamento ‘fuori ruolo’ ovvero all’adozione di un provvedimento di esonero”.

Nella richiesta si punta a chiarire il quadro procedimentale in cui si inserisce l’assunzione dell’incarico, con particolare riferimento alla definizione della posizione ordinamentale del magistrato e all’adozione dei provvedimenti previsti dalla normativa vigente. È stata chiesta l’apertura di una pratica in III e VI commissione per l’approfondimento dei profili ordinamentali e l’attivazione della procedura per il collocamento fuori ruolo, in linea con la prassi del Consiglio, che considera l’esonero misura eccezionale.

Mario Palazzi

                                                Mario Palazzi


Gasparri ribadisce che il Csm è “organo di rilievo costituzionale, cui spetta – in via esclusiva – la disciplina dello status dei magistrati, ivi comprese le determinazioni in materia di collocamento fuori ruolo o di eventuale esonero”. E avverte: “Ogni iniziativa che anticipi o prescinda dalle formali deliberazioni delle competenti commissioni e dell’assemblea plenaria rappresenta uno strappo istituzionale che non può essere sottovalutato”.

Nel suo intervento Gasparri richiama anche le parole del presidente della repubblica Sergio Mattarella sul rispetto dovuto al Csm. “Quel monito vale per tutti e impone senso della misura, rigore istituzionale e rispetto delle competenze. Per queste ragioni riteniamo necessario che il Csm tuteli senza esitazioni le proprie prerogative, accertando i fatti e adottando le determinazioni conseguenti”.

La nota dei consiglieri sottolinea infine l’esigenza che i rapporti tra Csm e Scuola superiore della magistratura siano improntati alla massima collaborazione istituzionale e al rispetto delle competenze, assicurando il corretto svolgimento delle procedure previste dall’ordinamento.


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