Viterbo – Entrerà nel vivo il prossimo 11 maggio con la testimonianza della presunta vittima il processo per maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale a Rudy Guede.
Rudy Guede e la 26enne che lo accusa durante un’intervista al Tg1
La data è stata fissata ieri mattina dal collegio, che lo scorso novembre non aveva ammesso la testimonianza della parte offesa ritenendo fosse stata sottoposta a incidente probatorio, che invece, su richiesta del difensore Carlo Mezzetti, ha riguardato solo lo smartphone della 26enne.
Nel frattempo è spuntato un diario manoscritto in cui la 26enne parla, tra l’altro, di un fatto brutto, capitato la notte tra il 6 e il 7 settembre 2022, che la ragazza si riserva nel suo quaderno privato di raccontare in dettaglio più avanti.
La giovane, parte civile con l’avvocato Francesco Guido, era in aula, così come il 39enne ivoriano, sottoposto ad allontanamento col braccialetto il 6 dicembre 2023.
Rudy Guede con l’avvocato Carlo Mezzetti al tribunale di Viterbo
Nel corso dell’udienza sono stati sentiti due ispettori della squadra mobile, citati dalla pm Paola Conti, che ha chiesto l’acquisizione di una serie di screenshot di chat Whatsapp nonché di un importante file audio-video della durata di circa un quarto d’ora.
Si tratta di una conversazione tra la 25enne e un’amica, che sarà sentita anche lei l”11 maggio, dopo la parte offesa, così come un’altra amica le cui chat sono state prodotte ieri.
Sono file acquisiti dalla polizia giudiziaria durante le indagini preliminari, in seguito slla denuncia dell’estate 2023, non rinvenuti durante la perizia sul cellulare in quanto sarebbero stati nel frattempo cancellati. Su richiesta delle parti, nel corso dell’udienza ne è stara disposta la trascrizione affidata alla perita Vilma Usai.
Tra i file custoditi in una pennetta, una cartella con le famose foto dei lividi, che secondo la difesa la 26enne, appassionata di equitazione, potrebbe essersi prodotta da sola andando a cavallo. E anche della documentazione relativa a una interruzione di gravidanza.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

