Viterbo – “La riforma della giustizia non va contro nessuno, ma è per i cittadini”. Sintetizza così, Francesco Battistoni, deputato Forza Italia, le ragioni del sì al referendum del 22 e 23 marzo.
Viterbo – Alessandro Romoli, Enrico Costa, Francesco Battistoni e Giuseppe Fraticelli
Una proposta di legge fortemente voluta dagli azzurri, su cui i cittadini sono chiamati a esprimersi. “La rivendichiamo – spiega Battistoni – voluta da Silvio Berlusconi e portata avanti da Antonio Tajani”. L’invito a votare: “Essendo un referendum costituzionale, non c’è quorum, vince chi ottiene anche un solo voto in più”.
Alle pareti, manifesti su un caso giudiziario che ha fatto clamore. Quello di Enzo Tortora, giornalista e conduttore televisivo. “275 giorni di carcere – riporta il manifesto – era innocente”. Quindi l’invito e lo slogan: “vota sì per una giustizia giusta”.
Sul tavolo un libro, incentrato su cento casi di malagiustizia, storie di vite stravolte. La campagna elettorale è iniziata.
Forza Italia parte dalla sede provinciale e con Battistoni, il segretario Alessandro Romoli, il vice Giuseppe Fraticelli, insieme a Enrico Costa, deputato azzurro e vicepresidente della commissione giustizia. Che sintetizza le tre ragioni per cui occorre dire sì. Parità fra accusa e difesa, sorteggio dei membri del Csm e un’alta corte, ovvero un soggetto autonomo che valuti casi disciplinari. Tre ragioni argomentate.
“Se c’è parità fra accusa e difesa – sostiene Enrico Costa – nessuno prevale sull’altro. Oggi c’è una presenza, quella del pm, che prevale sulla difesa, nella fase nevralgica, le indagini preliminari. Prevale anche sul giudice.
Le intercettazioni sono autorizzate dal giudice al pubblico ministero e vengono accordate al 99% dei casi e nell’83% dei casi sono concesse proroghe.
Per determinati reati, c’è il giudice dell’udienza preliminare. La persona, cioè, non va direttamente a processo. Il pm predispone elementi e li porta al giudice per l’udienza preliminare, che decide eventualmente di mandare o meno a giudizio. E rinvia sempre.
Ma se il giudice cede in fase d’indagini, acquista forza nel processo, se è vero che si arriva al 50% d’assoluzioni”. C’è una ragione, secondo Costa: “In fase d’indagini preliminari, i riflettori sono sul pm che lancia le accuse. Si forma una sentenza mediatica, l’oggetto delle indagini è notizia. La sentenza in qualche modo è quella, per chi ascolta. Non quella che arriverà poi in tribunale. Se poi la persona è innocente, si forma una ferita che non si rimargina più.
Quindi, vanno garantite risorse per le indagini, ma una persona, dal processo deve uscire com’è entrata”.
Numeri: “Dal 2017 al 2025 – continua Costa – sono state assolte 220mila persone in primo grado. Ma un processo penale l’hanno subito. Invece, noi vogliamo meno assoluzioni, ovvero che ci siano meno processi nati morti.
Su 6400 casi d’ingiusta detenzione, sono arrivate 10 sanzioni a chi ha deciso la misura restrittiva. Lo stato preferisce pagare, 278 milioni di euro. Paga e si volta dall’altra parte, per quelli che sono considerati effetti collaterali fisiologici.
Si paga, anziché predisporre una struttura che comprenda perché si verifichi il fenomeno”.
E da Forza Italia, non fanno grande affidamento sul Consiglio superiore della magistratura. “Ogni 4 anni il magistrato è sottoposto al vaglio del Csm, ma perché accada qualcosa, deve sbagliare in 2/3 dei casi”.
Le correnti, che la riforma vuole superare, con l’estrazione dei componenti il Csm “Le correnti – continua Costa – tutelano gli iscritti, il sorteggio sradica questo meccanismo.
Un consigliere del Csm non farà mai un torto a un suo elettore, anzi, cercherà nuovi sostenitori. Vi snoccioleranno percentuali consistenti, su casi che arrivano al Csm, peccato che al Csm di casi ne arrivino ben pochi”.
All’incontro nella sede di Forza Italia, il segretario provinciale Alessandro Romoli a fare gli onori di casa, mentre il suo vice Fraticelli, da avvocato porta la sua esperienza professionale: “Vedo gli effetti nefasti del sistema giudiziario sulle vite delle persone e su quelle dei loro familiari”.
Da una foto appesa nella sala, Rodolfo Gigli osserva i presenti. Si vedono fra gli altri, il sindaco di Vetralla Sandro Aquilani e il suo assessore Antonio Bacocco, gli ex consiglieri Bellocchio e Milioni, l’ex sindaco Giovanni Arena e l’ex assessore Giacomo Barelli.
A fine incontro, si torna all’attualità, i fatti di Torino. “Voglio esprimere la mia solidarietà – dice Francesco Battistoni – alle forze dell’ordine, per i vili attacchi subiti”.
Giuseppe Ferlicca


