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Minorenne stuprata in auto dal fidanzatino durante una festa di compleanno…

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Viterbo – (sil.co) – Stuprata in auto da un 22enne quando era ancora minorenne, durante la festa di compleanno di un’amica. È quanto sarebbe accaduto nel 2018 in un centro della provincia. La presunta vittima, che forse quella sera aveva fatto qualche brindisi di troppo, un paio di giorni dopo avrebbe ricordato poco e niente degli abusi, ma avrebbe confidato a due amiche: “Ho fatto qualcosa, se lo scopre la mamma… “. Lui sarebbe stato il fidanzatino.


Violenza - Immagine di repertorio

Violenza – Immagine di repertorio


A processo con l’accusa di violenza sessuale un imputato oggi trentenne. Ma le amiche della presunta vittima non avrebbero visto niente. La madre, che si è costituita parte civile al processo anche per la figlia, ieri era presente in aula con lei davanti al collegio per l’udienza nel corso della quale sono state ascoltate come testimoni due ragazze, che avevano 16 e 17 anni all’epoca dei fatti.

Anche loro presenti alla cena di compleanno, che si è svolta a casa della festeggiata, per poi proseguire nel bar frequentato abitualmente dalla comitiva. Lì sarebbe sopraggiunto l’imputato, oggi trentenne, anche lui presente in aula, difeso dall’avvocato Norma Natali del foro di Civitavecchia. 

La coppia, a detta delle testimoni, si sarebbe frequentata da qualche tempo. “A un certo punto sono andati via a piedi da soli, ma non so altro, se non che avevano tutti bevuto. Ma non c’è stato niente tra loro che potesse insospettirmi, non l’ha portata via, sono andati via tranquilli, camminando insieme”, ha detto una delle due, aggiungendo di non avere saputo che fosse successo altro, nemmeno nei giorni successivi.

La seconda testimone, invece, sarebbe stata con la parte offesa e un’altra amica quando, un paio di giorni dopo, nel bagno del solito bar frequentato dalla comitiva, la minorenne avrebbe detto loro “ci ho fatto qualcosa, se lo scopre mia madre…”.

“Erano andati via insieme per portare il cane di lei non so dove, ma erano tranquilli, sereni, nessuno barcollava, il clima era quello di una bella serata tra amici. Si sono allontanati a piedi verso la piazza, non so se sono saliti su un’auto. Dopo un’oretta sono tornati, ma non ho notato alcuna anomalia, niente di strano. Solo un paio di giorni dopo quella frase”. 

In paese però sarebbero cominciate a circolare delle voci, ha aggiunto la giovane, nel frattempo 24enne. “Mi sono allontanata, perché c’erano voci, sguardi, che non mi piacevano. Ero piccola, ancora minorenne, non ci siamo visti più”.

Il processo riprenderà in primavera. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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