Viterbo – Morte di Hassan Sharaf, sono stati assolti con formula piena, perchè il fatto non sussiste, il poliziotto e la dottoressa imputati di omicidio colposo.
Hassan Ramadan Mukhaymar Sharaf
Si è chiuso oggi davanti al giudice Daniela Rispoli il processo alla dottoressa Elena Niniashvili che lo aveva giudicato idoneo all’isolamento e al poliziotto della penitenziaria Massimo Riccio responsabile del reparto dove, il 23 luglio 2018, il detenuto 21enne egiziano si è impiccato.
Per medico e agente, lo scorso 28 gennaio, il procuratore generale Tonino Di Bona, che nel 2022 ha riaperto il caso, aveva chiesto al giudice Daniela Rispoli due condanne, rispettivamente a un anno e a otto mesi di reclusione senza alcuna attenuante.
Mammagialla – Hassan Sharaf chiede aiuto dopo essersi procurato dei tagli alle braccia
Lo scorso 29 gennaio, nel frattempo, è stata annullata con rinvio dalla corte di cassazione la condanna dell’allora direttore di Mammagialla a due mesi e 20 giorni per non avere trasferito in un carcere minorile il 21enne egiziano.
Tuttora in corso il processo ai due agenti accusati di abuso dei nezzi di correzione in concorso per lo schiaffo dato a Sharaf poco prima del suicidio.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

