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Omicidio Bernabucci, nessuna ferita su Ernesti mentre spunta un altro movente

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Viterbo – Nessun segno di aggressione su David Ernesti mentre spunta un altro movente.Trascorse ieri due settimane dall’uccisione di Giovanni Bernabucci, proseguono le indagini della squadra mobile coordinata dalla pm Veronica Buonocore per ricostruire la dinamica del delitto, in attesa dell’esito degli accertamenti tecnici disposti dalla procura, ovvero autopsia e consulenza sui telefonini.


David Ernesti

David Ernesti


Seguito dal Csm di Vetralla. In carcere a Ferrara per motivi di sicurezza l’omicida, David Ernesti, per il quale il difensore Giuseppe Picchiarelli potrebbe chiedere una perizia psichiatrica. Il 47enne sarebbe stato seguito dal Csm di Vetralla e sottoposto a terapia farmacologica oltre ad avere subito in passato due trattamenti sanitari obbligatori.

Alle 18,15 l’allarme. All’arrivo dei soccorritori il 52enne Giovanni Bernabucci sarebbe stato riverso a terra esanime, coperto di sangue e in posizione fetale. L’allarme dell’amico 47enne David Ernesti al 112 per un’aggressione in casa nei suoi confronti è scattato alle 18,15 circa di venerdì 13 febbraio.

“Un coltello per difendermi”. Ernesti ha chiamato anche la compagna. Le avrebbe riferito che Giovanni era entrato dentro casa distruggendo vari oggetti ed aggredendolo, minacciando di uccidere lui, lei e il cane. David le avrebbe detto che, per difendersi, aveva preso un coltello e l’aveva accoltellato, poi aveva chiamato i soccorsi. 


Giovanni Bernabucci

Giovanni Bernabucci


Il secondo movente. Nel pomeriggio Bernabucci avrebbe cacciato Ernesti dall’appartamento in fase di ristrutturazione dove i due vicini di casa, amici e colleghi parchettisti stavano lavorando al Murialdo non solo perché il cane gli aveva orinato sulle scarpe, ma anche per presunti comportamenti ritenuti offensivi da parte di Ernesti nei confronti di una comune amica.

L’omicida coperto di sangue. Alle 18,24 sul posto è giunta la polizia, che ha trovato il cancello di ingresso al parcheggio condominiale bloccato da una Fiat Panda incustodita, aperta e con il motore ancora acceso. Sono gli ultimi momenti da uomo libero di Ernesti. Il cane, che sarebbe stato movente della lite tra i due amici e colleghi di lavoro, era chiuso in camera da letto. 

Nessuna ferita su Ernesti. Il 47enne si è presentato agli agenti con gli abiti, le braccia e il volto coperti di sangue, ma privo di ferite. Sulla scena del crimine la presunta arma del delitto: un coltello da cucina. A prima vista circa 27 i fendenti sferrati a Bernabucci da Ernesti per il quale sono stati invece subito esclusi la mera occasionalità per la pluralità dei colpi  nonché l’intento difensivo, non avendo addosso il 47enne segni di lesioni o percosse.


Viterbo - Omicidio a Santa Lucia

Viterbo – Omicidio a Santa Lucia


Lite sul lavoro nel pomeriggio. Attorno alle cinque del pomeriggio  Ernesti avrebbe mandato un messaggio alla compagna  per dirle di chiamarlo urgentemente, raccontandole che Bernabucci lo aveva cacciato dal lavoro.”Stavamo ridendo e scherzando”, le avrebbe riferito, quando il 52enne lo avrebbe spintonato e preso a pugni cacciandolo. Anche Bernabucci le avrebbe mandato messaggi farneticanti, minacciando che avrebbe ucciso il suo cane perché gli aveva fatto la pipì addosso e aggiungendo che Ernesti aveva messo le mani addosso a una sua ex fidanzata.

La macchina in prestito. Tra i due, a detta dei vicini, sarebbero state frequenti le liti e le riconciliazioni. Prova ne sia che la Panda abbandonata davanti al cancello con cui si è precipitato a casa di Ernesti, sfondando la porta per entrare nell’appartamento, non era di Bernabucci, bensì di Ernesti, che gliela avrebbe prestata in virtù dell’amicizia. Il 52enne avrebbe tenuto una station wagon Ford Focus con le gomme a terra, parcheggiata ad uso magazzino davanti al palazzo.

Lo stupefacente. Sul tavolo della cucina di Bernabucci, vicino di casa dell’omicida, la polizia ha rinvenuto un involucro di cellophane contenente sostanza di colore bianco presumibilmente del tipo cocaina del peso lordo di 2.44 grammi, due panetti presumibilmente sostanza del tipo hashish del peso lordo di 9.52 grammi, un bilancino di precisione funzionante, due pipette da crack.

Silvana Cortignani


San Martino al Cimino - Il funerale di Giovanni Bernabucci

San Martino al Cimino – Il funerale di Giovanni Bernabucci


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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