Viterbo – Sei coltellate fatali hanno ucciso Giovanni Bernabucci. Si tratterebbe di due fendenti alla schiena, tre al petto e una alla gamba.
Viterbo – Omicidio a Santa Lucia – Giovanni Bernabucci e David Ernesti
Questo quanto emerso dall’autopsia che si è svolta ieri, a partire dalle 12, al Verano di Roma sulla salma del 51enne morto lo scorso 13 febbraio. L’uomo è stato accoltellato dall’amico e vicino di casa David Ernesti, dopo una lite che sarebbe scaturita per futilissimi motivi. Scenario della tragedia l’appartamento di Ernesti, al quartiere Santa Lucia.
Oltre al numero delle coltellate mortali, al medico legale Benedetta Baldari della Sapienza di Roma e stato richiesto dalla pm, Veronica Buonocore, di stabilire se la condotta del 47enne risultasse “oggettivamente orientata” ad uccidere.
Viterbo – Omicidio a Santa Lucia
La dottoressa è stata, quindi, autorizzata a compiere tutti gli accertamenti necessari – compresi alcuni non di routine -, indagini istologiche e tossicologiche al fine di accertare stati di alterazione dovuti alla somministrazione di farmaci o altre cause, ma anche patologie pregresse.
La relazione definitiva dell’autopsia non sarà depositata prima di sessanta giorni.
Nel frattempo la salma sarà restituita ai familiari per la celebrazione del funerale che, con tutta probabilità, potrebbero essere celebrati a San Martino al Cimino, località di cui era originario Bernabucci.
David Ernesti, arrestato in flagranza dalla polizia, dal 18 febbraio è detenuto nel carcere di Teramo. È difeso dagli avvocati Simona Mancini e Giuseppe Picchiarelli, che hanno nominato il consulente medico legale Francesco Tripodi.
Invece i difensori di parte civile Marco Valerio Mazzatosta, Luca Ragonesi e Alessandro Vettori hanno nominato il consulente medico legale Pierluigi Farina per l’autopsia e l’ingegnere informatico Francesco Scialacqua per le copie forensi dei telefoni. Mazzatosta e Ragonesi, in particolare, assistono i figli Edoardo e Martino Bernabucci. Vettori assiste la madre e la sorella della vittima, Palmina Tomi e Emanuela Bernabucci.
Viterbo – Omicidio a Santa Lucia
I fatti
Erano da poco passate le 19 quando Giovanni Bernabucci, parquettista, 51enne ultra della Lazio, conosciuto da molti come “La iena”, è stato assassinato dall’amico e collega 47enne, David Ernesti, nella casa di quest’ultimo. L’omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una giornata di liti furibonde perché il cane di Ernesti avrebbe urinato su una scarpa di Bernabucci.
La lite, le minacce e la chiamata al 112
Quel giorno sul cellulare della compagna di Ernesti sarebbero arrivati 25 vocali di minacce anche di morte, da parte di Bernabucci, se non si fossero liberati del cane. Così Bernabucci si sarebbe fiondato a casa del presunto omicida con un coltello, prendendo a calci la porta d’ingresso. Una volta fatta irruzione in casa, Ernesti avrebbe chiamato il 112 chiedendo aiuto per un’aggressione.
Ma all’arrivo degli agenti della polizia la tragedia si era già consumata e Bernabucci è stato trovato a terra con il corpo ricoperto di sangue. Vani i tentativi di rianimarlo da parte dei sanitari del 118.
Da una prima ricostruzione si era parlato di 26 coltellate ma, a seguito dell’autopsia, sono risultati sei i fendenti che hanno provocato la morte di Bernabucci. Altre lesioni sul volto, invece, da un primo esame esterno, non risulterebbero riconducibili a un’arma da taglio. ma solo i risultati finali dell’autopsia potranno chiarire tutto.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


