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Massimiliano Siddi |
Nepi – (sil.co.) – Prende la moglie per il collo e sferra un cazzotto alla suocera, nei guai un 31enne di Nepi che non contento a distanza di un anno ha sferrato un pugno alla moglie e preso per il collo la suocera mentre le urlava “sei una matta, una troia, ti devono rinchiudere in manicomio”.
I due episodi risalgono al 15 febbraio 2023 e al 25 febbraio 2024. Il 15 febbraio la compagna, una 26enne d’origine cubana, è finita al pronto soccorso dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana con una prognosi di dieci giorni. Ma non solo i soli, tanto che cinque mesi fa il 31enne è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di lesioni aggravate e maltrattamenti in famiglia aggravati dalla presenza dei due figli minori della coppia.
Lo scorso 7 settembre, infatti, dopo avere intimato alla compagna di scendere dall’auto sulla quale si trovavano entrambi per tornarsene a casa a piedi, il 31enne avrebbe nuovamente afferrato con forza per il collo la vittima, scaraventandola per terra e forza di spintoni e poi colpendola con violenti calci al costato destro e alla schiena.
Infine, quando la poveretta è riuscita a rialzarsi, l’avrebbe presa a cazzotti in faccia. La donna è finita nuovamente al pronto soccorso, stavolta dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo, con una prognosi di 20 giorni.
Arrestato dai carabinieri di Nepi, lo scorso 10 settembre il 31enne è stato interrogato dal gip del tribunale di Viterbo, che ha disposto i domiciliari, in seguito ai quali il pm Massimiliano Siddi, titolare del fascicolo, si è visto accogliere dal tribunale la richiesta di procedere col giudizio immediato.
Mercoledì scorso il difensore Walter Pella ha chiesto a sua volta al gip Daniela Rispoli di procedere non con il rito ordinario, ovvero col pubblico processo davanti al collegio, bensì col rito abbreviato, a porte chiuse, che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena.
– Arrestato per maltrattamenti e lesioni, dopo tre giorni ottiene i domiciliari
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

