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Mancato risarcimento ad Antonio Di Pietro, indagati Paolo Gianlorenzo e Fabio Notazio

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Viterbo – Risarcimento di circa 75mila euro “negato” ad Antonio Di Pietro, indagati Paolo Gianlorenzo e il politico della Lega falisco Fabio Notazio. L’ex pm, vittima di diffamazione a mezzo stampa, sarebbe stato estromesso dalla procedura esecutiva dal giornalista, bloccando definitivamente la vendita all’asta di un suo immobile che era stato sottoposto a pignoramento.


Paolo Gianlorenzo e Antonio di Pietro

Paolo Gianlorenzo e Antonio di Pietro


Tutto nasce da una condanna di Paolo Gianlorenzo per un articolo sull’ex politico e magistrato e il partito da lui fondato Italia dei Valori, pubblicato il 14 gennaio 2009 sul quotidiano Nuovo Molise, con testata Nuovo Oggi, edito da Editoriale Ciociaria Oggi srl di Roma, di cui il giornalista era direttore responsabile. 

Gianlorenzo fu condannato nel 2016 dal tribunale civile di Roma a un risarcimento di 75mila euro a Di Pietro per diffamazione a mezzo stampa. Ma per l’appunto si sarebbe sottratto dal pagamento, finendo indagato per “mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice”, articolo 388 comma 1 del codice penale. Avvocato di Antonio Di Pietro il legale Giacomo Barelli.

Le indagini, coordinate dalla pm Aurora Mariotti per la procura della repubblica di Viterbo, si sono chiuse lo scorso 21 gennaio con il temuto 415 bis, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, a carico non solo di Gianlorenzo, ma anche di Fabio Notazio e di un terzo soggetto, Graetz Manfredo De Windisch.


Fabio Notazio

Fabio Notazio


Secondo l’accusa i tre indagati, in concorso tra loro, avrebbero compiuto atti simulati e fraudolenti al fine di consentire a Paolo Gianlorenzo di sottrarsi all’adempimento degli obblighi di cui era in corso l’accertamento innanzi all’autorità giudiziaria. Gianlorenzo nella sua qualità di debitore esecutato, Notazio nella sua qualità di creditore surrogato al creditore principale Aragorn Npl 2018 srl,  De Windisch quale amministratore unico e legale rappresentante della Red Fox 4.0.

Atti fraudolenti che, secondo quanto accertato dalle indagini della procura, hanno determinato l’estromissione di Antonio Di Pietro dalla procedura esecutiva, bloccando definitivamente la vendita all’asta di un immobile di Gianlorenzo, che così si sottraeva agli obblighi in corso di accertamento innanzi all’autorità giudiziaria.

In particolare, avrebbero sottratto all’esecuzione giudiziaria una casa di proprietà di Gianlorenzo, debitore verso Antonio Di Pietro della somma di 73.852,13 euro. Casa sottoposta a pignoramento nella cui procedura esecutiva Di Pietro, in data 13 marzo 2023, interveniva in virtù della sentenza del tribunale civile di Roma n. 16809/16 del 13 settembre 2016 cui ha fatto seguito atto di precetto notificato in data 18 maggio 2022.


Viterbo - Antonio Di Pietro

Viterbo – Antonio Di Pietro


Il 25 giugno 2024 Gianlorenzo avrebbe chiesto la sospensione della procedura esecutiva che veniva disposta a seguito della rinuncia del creditore principale pignorante (Aragorn Npl 2018) e dell’intervento del creditore per surroga Fabio Notazio, in quanto Gianlorenzo esternava un contratto preliminare di vendita avente ad oggetto la vendita della nuda proprietà dell’immobile oggetto di pignoramento alla Red Fox 4.0.

Operazione finalizzata, secondo la procura, a impedire la vendita all’asta dell’immobile pignorato. Il contratto preliminare tra Gianlorenzo e la Red Fox 4.0 di De Windisc, infatti, consentiva al Gianlorenzo il mantenimento della proprietà dell’immobile (rivendicando la prevalenza della trascrizione del preliminare sulla trascrizione del pignoramento).

In virtù dell’accordo transattivo tra Aragorn Npl 2018 e Fabio Notazio del 27 giugno 2024, inoltre, previo versamento di 100mila euro a saldo e stralcio del credito che la Aragorn vantava verso Gianlorenzo, Notazio sarebbe intervenuto come creditore surrogato nella suddetta procedura n. 206/2022 mentre Aragorn vi rinunciava.

Successivamente, Notazio rinunciava alla procedura esecutiva così consentendo a Gianlorenzo di chiudere la sua posizione debitoria, il tutto a fronte del versamento da parte di Gianlorenzo dell’importo di 110mila euro a Fabio Notazio. Con un guadagno per questo ultimo di 10mila euro. Tramite versamento in apposito conto corrente acceso in data 25 giugno 2024, finalizzato proprio alla restituzione del prestito di 1oomila euro concesso da Notazio a Gianlorenzo. 


– “Un articolo offensivo nei confronti di Di Pietro, Gianlorenzo condannato a pagare 75mila euro”


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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