Viterbo – (sil.co.) – Scandalo rifiuti a Casale Bussi: assoluzione per Ecologia Viterbo,prescrizione per Zadotti e altri quattro imputati. Si è chiuso ieri davanti al collegio con l’assoluzione piena “perché il fatto non sussiste” di Ecologia Viterbo dall’accusa di illeciti amministrativi e la prescrizione per tutti gli imputati il secondo processo scaturito dalla maxioperazione Vento di maestrale.
Operazione “Vento di maestrale” – Nel riquadro Francesco Zadotti
Davanti ai giudici il filone “Ecologia Viterbo-Casale Bussi” della maxi inchiesta, che quasi undici anni fa ha scosso il capoluogo. Un terremoto scattato con i 9 arresti messi a segno all’alba del 3 giugno 2015, tra i quali quello del più noto dei cinque dei sette imputati nel frattempo rimasti, ovvero “patron” Francesco Zadotti, oggi 80enne. Oltre a Zadotti, sono imputati Daniele Narcisi, Massimiliano Sacchetti, Massimo Rizzo e Bruno Landi, mentre sono deceduti Gaetano Aita di Ria&Partners e il direttore tecnico di Ecologia Viterbo Paolo Stella.
Caduta su richiesta dello stesso pm Massimiliano Siddi l’accusa più pesante, che era quella di associazione per delinquere, si sono estinti nel frattempo, a fronte dell’inesorabile trascorrere del tempo, i reati di truffa e frode nella gestione dei rifiuti urbani, gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti e operazioni non autorizzate.
Al centro della vicenda il presunto traffico illecito di rifiuti derivante dal mancato rispetto dei quantitativi di Cdr da inviare alla termovalorizzazione e invece stoccati in balle posizionate nel piazzale come accadeva a Casale Bussi essendo l’impianto non idoneo alla produzione, in violazione delle prescrizioni, allo scopo di mantenere i guadagni.
Le indagini sono scattate in seguito all’emergenza rifiuti di Roma, con 600 tonnellate al giorno di conferimenti non previsti, che hanno generato degli esuberi. Fatto sta che alla discarica di Casale Bussi, dal 2005 al 2013, non è stato prodotto alcun Cdr, contro il 25% previsto.
Imponente il numero delle parti civili contro Ecologia Viterbo, ben 78 parti civili, tra società e pubbliche amministrazioni, pronte a chiedere i danni alla ditta incaricata dello smaltimento dei rifiuti.
Vale la pena ricordare che per l’altro filone, ovvero il filone “Viterbo Ambiente”, sono stati tutti assolti nel merito con formula piena gli imputati Ernesto Dello Vicario, Francesco Bonfiglio e Maurizio Tonnetti.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
