Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La città romana di Sorrina Nova secondo le indicazioni di Annio si poteva individuare in zona strada Bagni appena dopo Porta Faul, all’altezza del “Santo Salvatore di Riello”, oltre una rupe tufacea attraversata da tombe e ipogei.
Bullicame
Del nome di questo centro urbano parla anche il Martirologium Vallicelianum a proposito dei Santi Valentino e Ilario i quali furono catturati e martirizzati in un pago rurale vicino a Sorrina: “in vicino civitatis Surrene”. L’Orioli ci parla di un altopiano prospiciente al Bullicame dove furono trovati laterizzi e frammenti ceramici tra cui i resti marmorei di una statua finemente panneggiata.
La città aveva tre porte e due arterie stradali che connettevano con la Cassia passando sui ponti Camillario e San Nicolao. Molte erano le strutture termali collocate per lo più nella Valle del Caio, dalle terme degli Ebrei fino alle Bussete dove si dice sia stata ritrovata la statua della Venere Medici.
L’elemento più misterioso che emerge dalle ricerche dell’Orioli è una catacomba nell’area di Sorrina chiamata “grotta di Riello” labirintica e articolata su più livelli usata nella tarda romanità come luogo di sepoltura e dagli Etruschi in precedenza come luogo sacrale delle fonti.
Emanuel Alison Flamini
