|
|
Viterbo – (sil.co.) – Studente bullizzato dal branco in treno, il processo ai quattro imputati di rapina e estorsione in concorso è ripreso martedì davanti al collegio del tribunale di Viterbo.
“Scendi da questo treno altrimenti ti ammazziamo di botte”, avrebbero intimato alla vittima, uno studente pendolare di Vallerano, all’epoca minorenne, che avrebbero aggredito in più occasioni, tra il 2018 e il 2019, quando andava a scuola a Civita Castellana. In realtà gli aggressori sarebbero stati di più, ma gli altri non sono mai stati identificati quindi l’hanno passata liscia.
A distanza di quasi sette anni, il processo è stato rinviato a giugno per l’esame degli imputati. Due di loro, A.B. e G.B., una coppia di fratelli di Vignanello con analoghi precedenti, uno dei quali in carcere per la relativa condanna, sono difesi dall’avvocato Paolo Delle Monache. Gli altri due , M.M. e M.P., sono assistiti dalle legali Fiorella Nenci e Federica Ambrogi. .
In prigione nel 2021 è finito A.B., oggi trentenne, condannato in via definitiva a 5 anni, 4 mesi e 15 giorni di reclusione con l’accusa di avere aggredito e rapinato un giovane di Corchiano, la sera del 4 novembre 2019, su un treno della Roma Nord tra le stazioni di Soriano nel Cimino e Vignanello. Anche l’altro fratello è stato condannato alla stessa pena in primo grado, il 14 ottobre 2020, mentre un terzo fratello fu assolto.
Botte e minacce in treno. Pressappoco nel medesimo periodo, appunto tra il 2018 e il 2019, i due fratelli, assieme agli altri due imputati e altri rimasti ignoti, avrebbero preso di mira l’attuale parte offesa, rapinandolo del tabacco sfuso che aveva con sé e anche di un telefono cellulare con botte e minacce, all’interno di un convoglio della linea Roma-Nord, in viaggio sulla tratta Civita Castellana-Viterbo.
“Domattina devi prendere il treno delle 10 per Viterbo e portarmi i soldi… se tu non li porti e fai la denuncia per ciò che ti abbiamo preso, guarda quanti siamo, ti veniamo a cercare e ti ammazziamo di botte”, lo avrebbero minacciato in un’altra occasione, sempre nel 2018, quando la vittima era ancora minorenne, tentando di costringerlo a consegnare loro un’imprecisata somma di denaro.
Un’altra volta i due fratelli, all’altezza di Fabrica di Roma, avrebbero obbligato lo studente a dare loro il tabacco, mentre gli altri due avrebbero fatto da palo, ostruendo la porta d’ingresso della cabina dove stava il ragazzo. A.B. lo avrebbe colpito con due pugni sul naso, intimandogli, con tono minaccioso, di consegnargli tutto ciò che aveva.
Condotte analoghe, per l’appunto, sarebbero state poste in essere ai suoi danni anche l’anno precedente, nel 2018, all’altezza della stazione di Soriano nel Cimino, dove avrebbero intimato alla vittima “scendi da questo treno altrimenti ti ammazziamo di botte”, costringendolo a scendere dal treno sul quale viaggiava e con il quale si sarebbe dovuto recare a scuola.
– “Scendi da questo treno altrimenti ti ammazziamo”, studente vittima del branco
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
