Viterbo – Un cammino che per molti dovrebbe essere di cura e sollievo, si trasforma ogni giorno in un percorso ai limiti della praticabilità. Parliamo del tratto pedonale che dalla rotonda sulla via Teverina porta verso il centro geriatrico Giovanni XXIII, un percorso fatto quotidianamente da anziani, disabili e dalle loro famiglie.
Viterbo – Il marciapiedi sulla Teverina
Le condizioni del marciapiede sono critiche. Il cemento è un reticolo di crepe profonde e pericolosi dislivelli, causati dal tempo e dalla pressione delle radici degli alberi mai gestite correttamente. Per chiunque abbia difficoltà motorie, o semplicemente per un familiare che spinge una carrozzina, il tragitto è diventato un’impresa faticosa e rischiosa. Il rischio di inciampare o di ribaltarsi con i presidi sanitari è una realtà costante.
A completare il quadro di abbandono non è solo l’asfalto malridotto, ma lo stato di incuria totale che avvolge il percorso: La vegetazione incolta ha ormai invaso buona parte della superficie calpestabile, nascondendo le buche e costringendo i pedoni a rasentare il bordo della carreggiata, a ridosso delle auto in corsa.
Oltre all’incuria, si aggiunge la piaga dell’inciviltà e della mancata pulizia. Lungo il percorso sono visibili cumuli di rifiuti di ogni genere, dai resti di bivacchi e scarti da passeggio fino a sacchetti di immondizia abbandonati che restano per settimane tra la vegetazione.
La combinazione tra le barriere architettoniche create dal dissesto, l’invadenza del verde non curato e il senso di abbandono dato dai rifiuti restituisce l’immagine di una zona dimenticata. Il marciapiede, anziché agevolare l’utenza fragile del centro Giovanni XXIII, si è trasformato in un percorso a ostacoli che testimonia una profonda trascuratezza della zona.




