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“Per tanta gente Marco Settimi è stato un dono di Dio…”

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Giove – “Tutta la nostra comunità si è unita nel dolore per la morte di Marco Settimi. Da quando sono a Giove, non ho mai visto così tanto rispetto per un lutto”. Con queste parole don André Nkongolo, parroco di Giove, ha officiato il funerale di Marco Settimi, il 39enne residente nel paese umbro scomparso nella notte tra venerdì e sabato in un incidente stradale a Capranica.
Settimi, di professione addetto alla security per un’agenzia di Viterbo, stava rientrando da una notte di lavoro, quando è rimasto vittima dello schianto sulla Cassia.

Giove - Il funerale di Marco Settimi

Giove – Il funerale di Marco Settimi


Il comune di Giove ha indetto il lutto cittadino per la giornata di oggi e la chiesa parrocchiale era gremita di amici e conoscenti, oltre che parenti e colleghi, che hanno voluto mostrare la loro vicinanza alla famiglia di Settimi.
“Oggi non voglio fare la predica – ha detto don André –, ma voglio solo sottoporvi alcune riflessioni. La vita non ci appartiene, altrimenti nessuno deciderebbe di morire com’è morto Marco. La vita è un dono che Dio ci ha fatto e che noi dobbiamo amministrare, nell’attesa del momento in cui la dovremo restituire.

Giove - Il funerale di Marco Settimi

Giove – Il funerale di Marco Settimi


In questo mondo – ha continuato il sacerdote – non sappiamo a chi toccherà morire per primo. Quando Marco venerdì sera è uscito di casa per andare al lavoro, i suoi genitori e suo figlio non avrebbero mai immaginato che non l’avrebbero rivisto più. Chissà quante persone anziane o malate ci sono negli ospedali del mondo che si pensava sarebbero morte prima di Marco. E invece Dio ha chiamato a sé lui. Per questo motivo, dobbiamo essere pronti in qualsiasi momento alla chiamata di Dio”.

Giove – Il funerale di Marco Settimi


E poi ha concluso il sacerdote: “L’unica cosa che noi possiamo fare è stare vicini ai familiari di Marco e sostenerli nella fede. La fede non ci spiega il motivo per cui succedono certe cose, ma ci aiuta ad accettarle. E questa partecipazione così numerosa di tutta la città, che va avanti già da giorni, con l’annullamento di feste e serate danzanti e con il lutto cittadino deciso dal sindaco, dimostra che per tanta gente Marco Settimi è stato un dono di Dio”.

Alessandro Castellani


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