Viterbo – Mafia turca, negati i domiciliari a Ismail Atiz detto Hamus, l’ex latitante amico del boss Baris Boyun. È il 27enne arrestato lo scorso 25 agosto in un b&b di Viterbo su mandato di cattura internazionale e raggiunto da una ulteriore misura di custodia cautelare in carcere della Dda di Milano lo scorso 17 dicembre, che sarà processato in primavera col giudizio immediato davanti alla corte d’assise di Milano assieme a due connazionali “vetrallesi”. “Nella Tuscia – dice la cassazione – viveva in una casa vacanze insieme ad altri connazionali richiedenti protezione internazionale o privi di regolare permesso”.
Mafia turca – Sui media turchi la notizia del latitante arrestato a Viterbo, Ismail Atiz
“Radicato in Italia”. Nonostante secondo la difesa sia “sufficientemente radicato in Italia”, dove vivrebbe stabilmente da anni, lo scorso 3 novembre la cassazione ha rigettato il ricorso contro l’ordinanza con cui, il 2 ottobre, la corte di appello di Roma aveva bocciato l’istanza, nell’ambito dell’estradizione promossa dalla corte penale di pace di Bakirkoy (Turchia) per procedere nei suoi confronti per i reati di associazione per delinquere, riciclaggio e danneggiamento seguito da incendio commessi a Istanbul dal 14 novembre 2024 al 6 gennaio 2025.
Nel Belpaese dal 2023. Secondo la difesa, sarebbe insussistente il pericolo di fuga, in virtù della “stabile residenza di Ismail Atiz in Italia sin dal 4 dicembre 2023; un contratto di lavoro a tempo indeterminato con un datore di lavoro italiano; la disponibilità di un alloggio in territorio italiano (documentata da un contratto di locazione e dalla dichiarazione di accoglienza del locatore), oltre che dalla presenza di familiari residenti e regolarmente dimoranti in territorio italiano, nonché l’offerta di ospitalità a casa di un connazionale turco, contribuente italiano sin dal 2004”.
Precedente tedesco. La corte di appello, rigettando la richiesta di sostituzione della misura cautelare, ha fatto riferimento alla pregressa procedura di estradizione subita lo scorso luglio da Atiz in Germania, risolta con la sua scarcerazione. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile dalla cassazione, come chiesto dal procuratore generale Nicola Lettieri.
In casa vacanza. “La corte di appello di Roma – si legge nelle motivazioni – ha, ritenuto sussistente il pericolo di fuga e adeguata la sola misura della custodia cautelare in carcere, evidenziando che, oltre alla gravità dei fatti oggetti della domanda di estradizione e all’ormai prossima definizione della procedura, l’estradando risulta, nel luglio 2025, essersi allontanato dalla Germania, ove era in corso analoga procedura di estradizione – che aveva condotto al suo arresto – appena rimesso in libertà e che non emerge alcun radicamento in Italia, vivendo egli in una casa vacanze insieme ad altri connazionali richiedenti protezione internazionale o privi di regolare permesso”.
Silvana Cortignani
Mafia turca – Il latitante arrestato a Viterbo, Ismail Atiz
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

