Viterbo – “Vola alto Giovanni”. I tifosi della Lazio della curva Nord dello stadio Olimpico di Roma, hanno reso omaggio oggi a Giovanni Bernabucci, nel giorno dei funerali. Svolti a San Martino al Cimino.
La sua è stata una morte tragica, sopravvenuta in seguito alle coltellate che gli sono state inferte dall’amico David Ernesti lo scorso 13 febbraio nel quartiere Santa Lucia di Viterbo.
San Martino – I funerali di Giovanni Bernabucci
Era un tifoso ultrà della Lazio Bernabucci. E i colori bianco e azzurro, la passione di tutta una vita, lo hanno accompagnato anche nel suo ultimo viaggio.
Il parroco di San Martino al Cimino, don Fabrizio Pacelli, prende subito la parola per esprimere sentimenti di vicinanza e affetto alla famiglia, ma anche per sottolineare l’importanza del silenzio in questo momento.
Viterbo – Omicidio a Santa Lucia – Giovanni Bernabucci
“Di fronte alla morte – ha detto don Pacelli -, è necessario far tacere tutte le parole umane e lasciare spazio all’unica P maiuscola, la parola di Dio. Deve essere come un balsamo quella parola, deve darci ristoro. Spesso la morte ci appare come la fine di tutto. Ma per noi cristiani non può essere così. Questo buio non può esistere”, ha detto don Pacelli alla famiglia di Bernabucci, seduta nel primo banco.
“Vicino al corpo di Giovanni c’è il cero con la luce di Pasqua. Abbiamo bisogno di quella luce. Della luce che è la luce della vita senza tramonto. Giovanni sta entrando in un’altra dimensione. Una dimensione eterna. Che non conosce fine. Dobbiamo dire: “Padre nelle tue mani consegnamo Giovanni”.
San Martino – I funerali di Giovanni Bernabucci
“Non è una speranza generica. Questa speranza ha un nome e un volto, Gesù Cristo. Siamo chiamati a vivere nella certezza che non abbiamo perso Giovanni. Il silenzio adesso deve farsi preghiera”, conclude il parroco.
Tanti sono i tifosi che non sono voluti mancare all’addio a Bernabucci.
San Martino al Cimino – Il funerale di Giovanni Bernabucci
All’uscita del feretro, un forte applauso e un raggio di sole hanno accompagnato Bernabucci. La cui bara è stata avvolta da una bandiera bianco e azzurra. L’ultima carezza terrena, espressione di vicinanza e affetto a Bernabucci e alla sua famiglia, dilaniata dal dolore.
Irene Temperini



