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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – I 10 dipendenti della Silve, società che gestisce i servizi cimiteriali, rischiano il posto di lavoro dopo oltre 20 anni di servizio.
A giugno verrà affidato all’unica società partecipante all’appalto ponte della durata di due anni relativi ai servizi cimiteriali nel quale la maggior fonte di finanziamento scaturisce dall’impianto di cremazione.
La società Silve, che attualmente gestisce le attività cimiteriali, sta operando in proroga fino al 12 giugno, ha fatto ricorso al Tar contestando alcuni passaggi del capitolato di gara. Anche una seconda società, la Magif, ha già perso il ricorso al Tar perché presentato con 24 ore di ritardo.
Dal 12 giugno, quindi, verrà affidato il servizio cimiteriale all’unica ditta che ha partecipato al bando.
Inoltre, l’amministrazione Frontini, con la circostanza dell’adeguamento Istat, ha aumentato non solo i tributi locali, ma anche le concessioni cimiteriali: un loculo cinerario passerebbe da 450 euro ad oltre 700.
Stessi aumenti per tutte le tipologie di tombe. Inoltre i costi per la cremazione andranno da 675 euro a 805 euro per i non residenti, quindi i nuovi impianti di Montasola e quelli Civitavecchia sono molto più convenienti ed offrono maggiori servizi, ad un costo di circa 600 euro per cremazione per cui le agenzie funebri della provincia Viterbo e delle province limitrofe si serviranno sempre meno dell’impianto viterbese trovando molto più convenienti gli altri impianti.
Inoltre, dopo un anno e mezzo di fermo, ha ripreso a funzionare il forno crematorio di Perugia , che eseguiva circa 300 cremazioni all’anno a Viterbo.
Le cremazioni nel 2024 sono state 2486, nel 2025 2260. Con il consistente aumento dei costi, le previsioni per il 2026 saranno probabilmente la metà del 2025 e quindi le entrate non saranno più sufficienti a coprire il costo del personale, che deve provenire dall’attività della gestione dei servizi cimiteriali.
È bene ricordare che nel bando esiste una clausola sociale per i lavoratori, ma con una serie di condizioni poco chiare che non garantiscono la continuità lavorativa dei dieci dipendenti.
Inoltre la ditta appaltatrice deve un canone di circa 140mila euro al comune, più una percentuale che aumenta crescendo il numero delle cremazioni.
Tutto ciò sta provocando agli attuali dipendenti della Silve una forte preoccupazione per loro futuro e delle loro famiglie.
Giovanni Maria Arena
Ex sindaco di Viterbo
