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Varese – È morto ieri Umberto Bossi, aveva 84 anni. Fondatore della Lega Lombarda poi diventata Lega Nord, è stato uno dei protagonisti più influenti e divisivi della politica italiana degli ultimi decenni.
Per tutti era il “Senatùr”, soprannome nato con il suo ingresso a Palazzo Madama nel 1987. Da allora ha costruito e guidato un movimento che ha portato al centro del dibattito nazionale i temi del federalismo e dell’autonomia, con slogan e toni spesso radicali, come la celebre battaglia contro “Roma ladrona”.
Bossi è stato più volte al governo con Silvio Berlusconi, ricoprendo l’incarico di ministro per le Riforme istituzionali e per il federalismo. La sua carriera politica è stata segnata anche da momenti controversi, dalle posizioni sulla secessione della Padania fino alle tensioni interne al partito che nel 2012 lo portarono alle dimissioni da segretario.
Colpito da un grave ictus nel 2004, negli ultimi anni aveva progressivamente ridotto la sua presenza pubblica, pur restando figura simbolica per una parte dell’elettorato leghista.
Numerosi i messaggi di cordoglio. “Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprime il suo sincero cordoglio per la scomparsa di Umberto Bossi. Fondatore e animatore della Lega Nord è stato protagonista di una lunga stagione politica. L’Italia perde un leader politico appassionato e un sincero democratico”.
Commosso il ricordo di Matteo Salvini: “Coraggio, genio, passione, fatica, amore, rivoluzione, radici, libertà. Avevo 17 anni quando ti ho incontrato e mi hai cambiato la vita… Il tuo immenso popolo ti rende omaggio… Ciao, Capo. A Dio”, ha scritto, annunciando anche la cancellazione degli impegni per rientrare a Milano.
Dal fronte politico, il cordoglio è stato trasversale. “Non è il Nord che deve dire grazie a Umberto Bossi ma tutto il Paese”, ha dichiarato Luca Zaia. La segretaria del Pd Elly Schlein ha espresso “le condoglianze alla famiglia e a chi gli è stato vicino”. Pierluigi Bersani lo ha ricordato come “l’avversario più dignitoso”, mentre Antonio Tajani ha parlato di “protagonista di primo piano del cambiamento in Italia”. Pier Ferdinando Casini lo ha definito “un indomito lottatore”.
Con la morte di Bossi si chiude una stagione politica che ha inciso profondamente sugli equilibri istituzionali e sul dibattito pubblico italiano.
Bossi: Battistoni (FI), ha segnato pagine importanti vita politica
“Con Umberto Bossi se ne va un leader che ha segnato pagine importanti della vita politica italiana. Con Silvio Berlusconi condivise l’urgenza di creare, pur nelle grandi differenze di vedute che c’erano all’inizio, un argine all’avanzata della sinistra nel nostro Paese. Quel progetto si sciolse e poi fu ricostruito, perché la necessità storica prevalse su tutto il resto, e il centrodestra fu avviato verso una continuità politica giunta fino a noi. A Bossi va il merito di aver promosso un modo d’intendere la politica orientato al buongoverno del territorio, che tanti esempi di eccellenza ha fatto maturare nel corso degli anni. A tutti i suoi cari e a chi gli voleva bene esprimo sentito cordoglio. La sua figura è già nella storia”. Lo dichiara il deputato e responsabile nazionale organizzazione di Forza Italia Francesco Battistoni.


