Viterbo – Sedici volontari pronti ad ascoltare, stare vicini, offrire conforto a chi si trova solo e malato in un pronto soccorso. Da lunedì prossimo saranno operativi all’ospedale Santa Rosa di Viterbo, distribuiti in turni, sotto la supervisione del personale infermieristico. Questa mattina, nella cappella dell’ospedale, hanno ricevuto la loro pettorina.
Al Santa Rosa arrivano i volontari dell’ascolto
La cerimonia è stata semplice e intensa. Don Claudio Sperapani, parroco della parrocchia di Santa Barbara, ha celebrato la funzione religiosa durante la quale i sedici volontari sono stati chiamati uno per uno. A ciascuno è stata fatta indossare la pettorina, gesto che ha assunto il valore di una vera investitura. Anche la presidente dell’associazione, Giuliana Natali, ha ricevuto la pettorina direttamente dal personale dell’Asl: sarà lei a coordinare il gruppo per la parte associativa. “Dove è carità e amore, lì c’è Dio”, ha ricordato don Sperapani.
Al Santa Rosa arrivano i volontari dell’ascolto – Simona Robazza e Giulia Schirra
I volontari appartengono a SoliS – Solidarietà e Servizio, associazione di terzo settore con sede in via Francesco Baracca a Viterbo, che opera presso Villa Rosa dal 1989. Nata per portare assistenza a persone con disabilità fisiche e disagio mentale, SoliS ha nel tempo affiancato le Suore Ospedaliere in numerose iniziative: dall’animazione e la riabilitazione psichiatrica ai laboratori di pasticceria e ceramica, fino alle mostre d’arte realizzate con gli ospiti della struttura. Un sodalizio consolidato con Villa Rosa, da cui nasce ora questa nuova apertura verso il territorio e il presidio ospedaliero pubblico.
Al Santa Rosa arrivano i volontari dell’ascolto – Simona Robazza, don Claudio Sperapani e Giulia Schirra
L’iniziativa ha ricevuto il sostegno della diocesi di Viterbo, rappresentata da don Gianluca Scrimieri, direttore diocesano della pastorale della salute e parroco di Canepina. I volontari, tutti laici, sono stati preparati con una formazione accurata e con una convenzione con la Asl, che ha curato ogni aspetto amministrativo e organizzativo.
Al Santa Rosa arrivano i volontari dell’ascolto – Giulia Schirra e don Gianluca Scrimieri
Alla cerimonia era presente anche la sindaca Chiara Frontini, che ha sottolineato la ricchezza del volontariato viterbese e l’importanza che questa forma di impegno civile riveste per la città, esprimendo vicinanza all’esperienza che prende avvio al Santa Rosa.
I volontari non sostituiranno gli operatori sanitari, ma porteranno una presenza umana concreta — un ascolto, una parola, una vicinanza — a chi vive la difficoltà della malattia nell’attesa del pronto soccorso. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la tenacia di Giulia Schirra, coordinatrice infermieristica, e di Simona Robazza, referente per i rapporti con i familiari al pronto soccorso.
Al Santa Rosa arrivano i volontari dell’ascolto – Simona Robazza, la sindaca Chiara Frontini, Giulia Schirra, don Claudio Sperapani e don Gianluca Scrimieri
Dietro la cerimonia di questa mattina c’è una scelta precisa della direzione generale della Asl di Viterbo, che ha creduto nel progetto e lo ha accompagnato in ogni fase: dalla formazione dei volontari all’organizzazione, fino agli aspetti amministrativi.
Le volontarie, con un tocco di ironia affettuosa, si sono già date un soprannome: mollichine — perché le mollichine insieme fanno la pagnotta.
Patrizia Prosperi
Le volontarie: Laura Iaquinto, Maria Assunta Mecucci, Samanta Vitali, Anna Venanzi, Laura Cappadonia, Carla Luniddi, Giuliana Natali, Ortensia Chiodi, Simonetta Chiodi, Fiorella Biribicchi, Emiliano Amici, Marco Turchetti, Catia Maria Ubaldi, Alessia Alberti, Luca Carloni, Luigina Gimma
Al Santa Rosa arrivano i volontari dell’ascolto – Simona Robazza e don Claudio Sperapani
Sara Cannas, Carla Fortuni e Simona Robazza del team accoglienza sanitaria pronto soccorso ospedale Santa Rosa






