Bagnoregio – Dalla cura della singola patologia alla presa in carico continua, fino al coinvolgimento diretto del territorio. La casa della comunità di Bagnoregio, inaugurata martedì e prima nella provincia di Viterbo, rappresenta un cambio di paradigma nella sanità locale. A spiegarlo è il direttore del distretto A della Asl di Viterbo, Ivano Mattozzi, che ha guidato il presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, nella visita alla struttura.
Il dottor Ivano Mattozzi
Direttore, la trasformazione da casa della salute a casa della comunità cosa rappresenta?
“Non si tratta di un semplice cambio di nome, ma di un passaggio culturale e organizzativo profondo. Passiamo da un luogo dove si erogano prestazioni a un ecosistema capace di generare salute nel territorio. È un modello che si inserisce pienamente nella visione del DM 77, basata su prossimità, integrazione e presa in carico continuativa della persona”.
Cosa cambia concretamente per i cittadini?
“Cambia il modo stesso di intendere la cura. Il cittadino non è più un utente che accede a un servizio, ma una persona inserita in un percorso di salute. La casa della comunità diventa il nodo di una rete che accompagna il paziente nel tempo, senza frammentazioni”.
Il dottor Ivano Mattozzi con Francesco Rocca
Si parla molto di superamento del modello prestazionale: cosa significa?
“Significa superare la logica episodica. Il cuore della nuova organizzazione è il chronic care model: servizi proattivi, presa in carico della cronicità, integrazione tra professionisti e coinvolgimento attivo della persona. Non aspettiamo più il bisogno: lo intercettiamo e lo governiamo. Qui a Bagnoregio la cronicità viene gestita con percorsi strutturati, multidisciplinari e continui”.
E il concetto di “community care” cosa aggiunge?
“Aggiunge un livello ulteriore. La salute non si costruisce solo nei servizi sanitari, ma nella comunità: nelle relazioni sociali, nei contesti di vita, nella capacità del territorio di attivarsi. La casa della comunità diventa una piattaforma di integrazione sociosanitaria e di co-produzione della salute, coinvolgendo comuni, terzo settore e associazioni. È il passaggio da ‘curare nel territorio’ a ‘curare con il territorio’”.
Il dottor Ivano Mattozzi all’inaugurazione della casa della salute di Bagnoregio
Qual è il ruolo del medico di medicina generale in questo nuovo modello?
“È centrale. Non è più solo prescrittore o filtro, ma clinico di riferimento della comunità, gestore della presa in carico e attore della medicina di iniziativa. Diventa lo snodo tra bisogni sanitari e sociali. L’integrazione nelle case della comunità restituisce al medico una dimensione pienamente territoriale e rafforza la capacità di gestire la complessità”.
Questo modello nasce anche dalle criticità e dai bisogni di salute rilevati nel territorio?
“Assolutamente sì. La Teverina e Bagnoregio presentano fragilità evidenti: dispersione geografica, popolazione anziana, difficoltà di accesso ai servizi e carenza di risorse professionali. La casa della comunità è una risposta concreta ma anche culturale: significa riconoscere che la salute va costruita vicino alle persone, non solo negli ospedali”.
Il dottor Ivano Mattozzi con Francesco Rocca
Durante la visita ha usato anche la metafora del ginkgo biloba. Perché?
“Perché il ginkgo è una pianta antichissima, resistente e capace di adattarsi, proprio come deve essere la sanità territoriale. E qui a Bagnoregio c’è anche un elemento simbolico: nel giardino della struttura è presente un ginkgo secolare. È un’immagine perfetta di questa evoluzione: radici nel passato, capacità di trasformarsi e una rete di connessioni rappresentata dalle sue foglie. Ogni foglia è un nodo: medici, infermieri, assistenti sociali, istituzioni e comunità, tutti collegati per generare salute”.
In conclusione, cosa rappresenta questa struttura?
“La casa della comunità di Bagnoregio è molto più di un edificio: è un modello organizzativo, una visione culturale e una risposta concreta ai bisogni del territorio. Ma soprattutto è un impegno collettivo: la vera innovazione non è costruire nuovi luoghi, ma cambiare il modo in cui pensiamo e produciamo salute”.
– Il sindaco di Bagnoregio, Luca Profili: “Casa della comunità, un servizio che rafforza l’assistenza sul territorio”



