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Viterbo – “Anche l’ultimo supplì non ce l’ha più fatta e ha dovuto abbassare per sempre la serranda”. Con queste parole Roberto Troncarelli, presidente del consiglio nazionale dei geologi, ha commentato sui social la chiusura della storica tavola calda Monte Bianco dell’omonima via.
Nel suo post Troncarelli ripercorre una storia che affonda le radici nei primi anni Settanta e che per oltre mezzo secolo ha accompagnato generazioni di viterbesi. “Roberto e la moglie hanno resistito a lungo, ma alla fine hanno ceduto – scrive –. Ad un mercato che non rispetta più romanticismi né tradizioni, ostaggio delle logiche globali dei grandi centri commerciali che hanno fagocitato decenni di piccole ma dignitosissime attività nei nostri centri storici”.
Il ricordo torna agli inizi dell’attività. “Una famiglia allargata, con origini sorianesi, nei primi anni ’70 apre presso il distributore Bp sulla Cassia Sud la prima rosticceria: Felice, Giacomo e Piero, papà di Roberto, diventano appuntamento fisso”.
Nel tempo l’attività si trasferisce a La Pila, dove i supplì e soprattutto i calzoni bollenti diventano un simbolo per molti ragazzi della città. “I calzoni de La Pila patrimonio dell’umanità”, scrive Troncarelli, ricordando anche le Clarks rovinate dal ripieno bollente.
Viterbo – Chiude la tavola calda Monte Bianco
Poi l’ultima fase con la tavola calda Monte Bianco, definita nel post “il tentativo estremo, la resistenza finale”.
“Con loro se ne va un pezzo della nostra adolescenza felice”, osserva Troncarelli, sottolineando come la chiusura rappresenti anche la scomparsa di una parte della vita quotidiana della città.
Sotto al post è intervenuto anche il titolare Roberto Rotili, che ha spiegato le ragioni della decisione. “Ringrazio tutti per le belle parole – ha scritto –. Volevo aggiungere che sì, dopo il Covid il lavoro è un pochino cambiato ma la nostra è stata una decisione causata dalla volontà di cambiare vita, una vita più tranquilla, con meno preoccupazioni, quelle che inevitabilmente ti porti anche a casa quando sei in due persone a dover gestire un’attività che ti impegna dalla mattina alle 7 fino alla sera alle 22. Un abbraccio a tutti”.



