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Anziani maltrattati in casa di riposo, sei operatori sociosanitari saranno processati a porte chiuse

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Latera – (sil.co.) – Ospizio degli orrori, saranno processati a porte chiuse il prossimo 14 ottobre dal gip Daniela Rispoli i sei operatori sociosanitari accusati di maltrattamenti pluriaggravati agli anziani, in cui sono parte civile la casa di riposo Villa Daniela di Latera e i familiari di nove delle vittime. Pene fino a 3 anni e 8 mesi per cinque imputati su sei, mentre ha scelto l’abbreviato l’operatore accusato anche di violenza sessuale su una 85enne. Risalgono al 21 gennaio 2025 le sei misure cautelari che furono applicate dai carabinieri. 


Latera - Casa di riposo degli orrori - Un'immagine delle violenze tratta dai video girati a Villa Daniela

Latera – Casa di riposo degli orrori – Un’immagine delle violenze tratta dai video girati a Villa Daniela


Pene fino a 3 anni e 8 mesi. L’udienza in programma ieri è stata rinviata in seguito all’assegnazione a un altro giudice. Cinque oss su sei, nel frattempo, hanno chiesto di patteggiare pene che vanno da due anni e quattro mesi a tre anni e tre anni e otto mesi, con lo sconto di un terzo della pena. Ha chiesto invece l’abbreviato il sesto, accusato oltre che di maltrattamenti pluriaggravati anche di violenza sessuale ai danni di una 85enne della provincia di Grosseto.

In tre agli arresti domiciliari. Lo scandalo è scoppiato il 21 gennaio 2025 quando, al termine delle indagini dei carabinieri coordinati dal pm Flavio Serracchiani, sono scattate sei misure cautelari per altrettanti oss, tre ai domiciliari e tre colpiti dalla misura interdittiva dalla professione. La prima a sporgere denuncia, presso la caserma di Capodimonte, è stata una oss seguita in breve da due colleghe. 

Ventuno le parti offese, 4 uomini e 17 donne, alcuni dei quali nel frattempo deceduti, tra cui l’85enne toscana che sarebbe stata violentata e anziani imbottiti di sonniferi lasciati senza cibo e legati al letto sotto gli occhi delle telecamere piazzate di nascosto nella struttura dai carabinieri travestiti da operai.

I difensori. Le indagini sono partite dalla denuncia di tre operatrici nella primavera del 2024 e sono andate avanti per tutta l’estate successiva. A gennaio di quest’anno sono scattate le misure per gli operatori sociosanitari, assistiti dagli avvocati Giovanni Labate, Stefania Buco, Ylenia Porciani, Giuseppe Bacci, Piero Ceccarelli e Angelo Di Silvio.

Gli imputati. Liberi dallo scorso 13 agosto, dopo quasi sette mesi di custodia cautelare, i tre oss ancora agli arresti domiciliari, ovvero il 25enne Carmine Battiloro di Pitigliano, la 33enne romena Marilena Clasar residente a Marta e il 37enne Mirko Tosi di Tuscania. Sono inoltre venute meno le misure interdittive della sospensione per un anno dalla professione a carico di un oss 60enne di Ischia di Castro e di una collega 32enne di Grotte di Castro, mentre si era già esaurita la sospensione di sei mesi a carico di un 50enne di Onano.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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