Civita Castellana – (sil.co.) – Durante i festeggiamenti di Carnevale avrebbe rubato un telefono del valore di 900 euro e poi chiesto 200 euro più una “mancetta” di 50 euro alla vittima per restituirglielo. È stato convalidato dal gip Rita Cialoni l’arresto per il solo reato di estorsione di una quarantenne di Civita Castellana per la quale l’accusa, il 24 febbraio, aveva chiesto la misura di custodia cautelare dei domiciliari. Il giudice per le indagini preliminari, su richiesta del difensore Marina Bernini, ha sciolto la riserva disponendo la misura dell’obbligo di firma giornaliero. Caduta l’accusa di furto aggravato.
In azione i carabinieri della compagnia di Civita Castellana
La quarantenne è stata arrestata in flagranza dai carabinieri della stazione di Nepi e del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Civita Castellana, in seguito alla denuncia sporta, il 23 febbraio scorso, da un uomo residente a Nepi.
L’uomo ha riferito ai militari che nella serata precedente, attorno alle 19 di domenica 22 febbraio, durante i festeggiamenti del Carnevale civitonico, era stato vittima del furto del proprio cellulare, sottratto dalla sua borsa indossata a tracolla all’interno di un locale mentre era in fila alla cassa.
Nelle ore successive, l’uomo era stato poi contattato da una donna che gli aveva prospettato la restituzione dello smartphone in cambio di una “ricompensa” in denaro.
Gli elementi acquisiti hanno spinto i carabinieri ad appostarsi nel luogo concordato per l’incontro e a intervenire, in una stradinai di campagna in zona Sassacci, una volta avuta contezza della consegna del denaro e della restituzione del telefono, bloccando prontamente la donna.
La perquisizione eseguita sul posto ha permesso, infatti, di rinvenire la somma di denaro in banconote fotocopiate appena consegnata, che è stata immediatamente restituita al legittimo proprietario.
– Gli ruba il telefono e poi gli chiede soldi per restituirglielo, arrestata per estorsione
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
