Viterbo – Un ulteriore prezioso passo avanti nel percorso di recupero di un detenuto per omicidio presso il carcere di Viterbo che, ottenuta dopo dieci anni la semilibertà per lavorare, adesso ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali. Il che significa che non dovrà rientrare in carcere la notte.
Il carcere Nicandro Izzo in località Mammagialla
Un risultato che è il frutto di un lavoro di squadra”, spiegano gli avvocati Luca Ragonesi e Marco Valerio Mazzatosta, che hanno seguito il caso, sottolineando l’indispensabile contributo di tutto il personale della casa circondariale Nicandro Izzo e dei volontari del Gavac che hanno supportato il detenuto durante le varie fasi della riabilitazione.
Condotta esemplare. “Gli esiti dell’osservazione – si legge nella decisione del tribunale di sorveglianza – ribadiscono il mantenimento di una condotta esemplare, il positivo svolgimento di attività lavorativa a tempo indeterminato presso il canile municipale di Viterbo e di attività di volontariato presso l’emporio solidale Viterbo con amore e gestisce un orto presso la cooperativa Alicenova di Viterbo. Egli fruisce inoltre di un domicilio messo a disposizione a Viterbo dalla locale associazione di volontariato Gavac”.
Condannato a 16 anni. Protagonista di un lungo percorso, iniziatio coi permessi premio nel 2022, un detenuto 43enne di nazionalità albanese arrestato dalla polizia a Tirana nel 2014 ed estradato in Italia dove doveva scontare una condanna definitiva a 16 anni e 9 mesi di carcere inflittagli il 2 novembre 2006 dalla corte di assise del tribunale di Padova per un omicidio commesso nel nostro paese nel 2001, quando aveva 19 anni.
Revisione critica. “L’osservazione psicologica -viene sottolineato – ha evidenziato l’avvenuto compimento di un significativo percorso introspettivo di revisione critica della pregressa grave devianza, la sussistenza di un autentico vissuto di senso di colpa, che rinforza la motivazione al cambiamento, e la accertata capacità di fronteggiare adeguatamente le situazioni critiche”.
Semilibertà nel 2025. A Mammagialla l’albanese è giunto il 21 maggio 2014, tredici anni dopo il delitto, commesso nel 2001. Il tribunale di sorveglianza di Roma, che si era riservato, ha accolto il 28 gennaio 2025 la richiesta di concessione della semilibertà, permettendogli di continuare il lavoro nel canile cui è stato ammesso nel 2023.
Silvana Cortignani
– Detenuto per omicidio potrà lavorare al canile, dopo dieci anni ottiene la semilibertà
