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Detenuto suicida in isolamento, salgono a tre gli imputati di omicidio colposo

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Viterbo – (sil.co.) – Morte di Andrea Di Nino, salgono a tre gli imputati di omicidio colposo, due medici e un penitenziario, dopo lo sblocco a gennaio della posizione di uno dei dottori, per il quale c’era stato uno stop per motivi di salute, che a maggio sarà unificata a quella degli altri due. È quindi slittata l’udienza di ieri del processo, che sarebbe dovuto entrare nel vivo davanti al giudice Jacopo Rocchi con l’ascolto dei primi quattro testimoni del pm Michele Adragna. È stato nel frattempo assolto in via definitiva l’allora direttore del carcere Nicandro Izzo di Viterbo. 


Il carcere di Mammagialla - Nel riquadro Andrea Di Nino

Il carcere di Mammagialla – Nel riquadro Andrea Di Nino


Di Nino, detenuto 36enne romano, padre di cinque figli, al momento in cui fu rinvenuto cadavere, verso le 22 del 21 maggio 2018, era in carcere da due anni per possesso di stupefacenti. Si è impiccato in cella di isolamento del penitenziario da dove sarebbe uscito di lì a un anno. I familiari, che si oppongono all’archiviazione dell’inchiesta bis per omcidio volontario, sono convinti che non si sarebbe mai potuto suicidare.

L’avviso di fine indagini per i tre imputati più il direttore risale al 17 luglio 2020. La richiesta di rinvio a giudizio al 19 aprile 2021. Il 6 ottobre 2022 il direttore è stato prosciolto con l’abbreviato davanti al gup, poi in secondo grado, con la sentenza diventata definitiva. 

Il 3 dicembre 2025, è stato il giorno dell’ammissione delle prove del processo. Il giudice Jacopo Rocchi ha bocciato le questioni preliminari dei difensori Lorenzo Lepri e Andrea Danti, accogliendo tra le prove il faldone di documenti presentati dal pm Michele Adragna. 

Presenti i familiari di Di Nino, tredici dei quali parte civile, ovvero i cinque figli e gli otto fratelli della vittima, che hanno ottenuto la citazione come responsabili civili sia della Asl di Viterbo che del ministero della giustizia, datori di lavoro degli imputati. Le parti civili hanno inoltre chiesto l’acquisizione dell’interrogatorio davanti al gup del direttore, richiesta su cui si è riservato.

Lo scorso 30 settembre i familiari di Di Nino hanno organizzato un sit-in fuori del tribunale contro l’archiviazione dell’inchiesta bis per omicidio volontario (in seguito a un pestaggio da parte di una !squadretta” di penitenziari), suicidio per impiccagione per la procura.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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